then it’s the bomb that will bring us together

25 Jan

Ho dormito come un ghiro, mi sono svegliata felice -sìsì, proprio felice!-, c’è stato un terremoto che io non ho sentito, ho scritto un articolo su Kate Moss, e ora contemplo lo splendido sole che batte sui tetti e faccio finta che sia primavera.
C’è però una urgenza da codice rosso: tra cinque giorni spariranno nel nulla le nostre lettere, le mie e le tue, che detta così suona peggio di una apocalisse; siamo così costretti a copiaincolliare il copiaincollabile su un foglio word da centinaia di pagine che ora pare contenere la nostra vita.
E la contiene veramente, voglio dire, perchè quella è sul serio la nostra vita, l’inizio di tutto, la salvezza, eccetera.
Così ieri, mentre abusavo a intermittenza dei tasti cmd-c e cmd-v, gettavo l’occhio in qua e in là tra tutte quelle migliaia di parole, tutte quelle migliaia di tentennamenti ridicoli e teneri, le postposizioni, le speranze, i forse, i se, i condizionali, i bisticci… Mi è venuto da sorridere pensando che se uno sapesse, se uno potesse anche solo minimamente sapere, quanto sarebbe felice se semplicemente facesse una certa cosa, se solo prendesse una stupida decisione anzichè rimandare – ecco-  quanti errori in meno, quanto tempo perso in meno, quanti casini in meno, ci sarebbero?
E’ andata così, tra me e te, abbiamo perso tempo ma ci abbiamo guadagnato magie, cose che penso siano successe solo a noi in tutto il mondo. Così fa lo stesso, forse è meglio non sapere, è meglio che le cose accadano e basta, se devono, se possono. Le mezze mele gemelle si trovano sempre.

2 Responses to “then it’s the bomb that will bring us together”

  1. A. January 25, 2012 at 12:52 pm #

    ci pensavo proprio l’altra sera.
    i momenti giusti, se è giusto che arrivino, arrivano.

    “..Stay out of love until you’re ready, stay out of it ’cause it scares you
    You’ll still find your love outside the public library..”

  2. Cupcakes January 27, 2012 at 4:28 pm #

    Da incorniciare:

    “Mi è venuto da sorridere pensando che se uno sapesse, se uno potesse anche solo minimamente sapere, quanto sarebbe felice se semplicemente facesse una certa cosa, se solo prendesse una stupida decisione anzichè rimandare – ecco- quanti errori in meno, quanto tempo perso in meno, quanti casini in meno, ci sarebbero?”.

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