troppo da scrivere

Penso che se mi concentrassi un attimo ne verrebbe fuori il piu’ bel post che io possa mai scrivere, ma sono veramente troppo stanca e cosi’ faccio quel che posso. Sono tornata da poche ore a casa, il viaggio in aereo e’ stato un abbastanza terrificante e il pilota pareva proprio ubriaco, e l’impatto con l’orrenda provincia bergamasca e gli inquietanti palazzoni di milano ci ha avviliti non poco.
Io credo veramente di non essermi mai divertita tanto, é stata una vacanza bellissima e quella città per ora é l’unica in cui sarei pronta ad andare a vivere subito, all’istante.
Mi viene in mente quest’ultima notte passata li’, a quanto abbiamo riso. La pasta gamberetti e zafferano di Marco, Maria José che in mio onore sposta il sedere dal divano ed esce con noi, i chupitos, la parrucca bionda che il barista ti mette in testa per bere il Lewinsky, Alessandro alle prese con una newyorkese, Silvia che smadonna perché le vien da sboccare ma noi la obblighiamo a bere, io che comincio a veder tutto muoversi in modo strano, le risate isteriche, markus che arriva e se ne va via subito “perché é tardi”, incontrare Mimmo e quell’altro suo amico che la sera prima hanno dato la festa in Plaza Reial eccetera.
E ‘ stato un modo tenero di salutarci, io penso, quella di salire tutti su in casa. Mi sono addormentata pian piano sulla poltrona, e quando mi son svegliata poco dopo la Silvietta e Marco si baciavano, Alessandro era collassato sulla panca e maria josé era già andata a letto.
I saluti proprio non li sopporto, ma ci son stati anche quelli e poi siamo andate a nanna, io e la silvia, e due secondi dopo erano le nove e io avevo l’aereo da prendere. Con markus all’aeroporto ci siamo raccontati le rispettive impressioni di Barcellona e coincidevano: stupenda. Il cielo era terso, azzurro, bellissimo….L’aero ha sorvolato la Costa Brava e in un’ora ci ha catapultati nella nebbia putrida di Bergamo. Poi treno fino a a Bologna, passando per Piacenza Parma Fidenza Reggio Emilia Castelfranco.

Piove e mi manca la notte spagnola, le risate con la Silvia, la faccia antipaticissima della portiera, Davide di Parma e i suoi brufoli, il Born, il pakistano ladro che inventava i prezzi a seconda dell’umore, la novelle cousine mia e di silvia, il quadro di Dali’ appoggiato in salotto, il tavolino di cristallo con le aquile tipicamente terzo Reich, il bottiglione impraticissimo dell’acqua, il terrazzino su Plaza de la Universitat, il pomeriggio al mare a a cantare canzoni senza conoscerne una intera, le chiacchere pre-nanna, il caffe’ preso al bar con Marco e Alessandro, le birre comprate sulla Rambla, quello di maiorca che mi guarda malissimo e dice: “CHI SE SIENTE SE MUERE!”, e tutto il resto.
Ma mi fa sentire al sicuro questa mia cameretta con i miei libri e i miei quadri. E penso ci sia tanto di buono anche qui, finché c’e’ l’università, un viaggio da programmare, parziali di diritto superati, qualcuno da far sorridere e a cui voler bene.

2 thoughts on “troppo da scrivere

  1. anonimo

    eli nn puoi sapere quanto mi manchi!!! di tutto l’erasmus la settimana con te e’ stata la piu’ bella..magari ritornassi qui!!!ti voglio bene, silvia

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  2. elisina

    qui piove silvietta…chissà come si sta bene li’!Mi manchi tanto anche tu, ci facevamo cosi’ tanta compagnia io e te! Salutami tanto Marco e Roberto e Ivan e quella bulimica della maria jose’ anche! E ringrazia Nina, che non son riuscita a salutarla
    ti voglio bene…

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