ercoledì primo Settembre. Mi sono svegliata con il singhiozzo (che palle), sono sola in casa con la Polpetta che al momento sta girando come un’anima in pena per la mia camera alla ricerca di qualcosa da ingurgitare.

Ha appena tirato giu’ dal letto il mio pigiama, ci si e’ piazzata sopra e pare che ci voglia dormire…mmm…Mi sa che la sto un po’ viziando…

Dalla terrazza arriva un vento freddo, che pare troppo un’anticipazione d’autunno e oggi pomeriggio credo replicheremo la session di studio alla Biblioteca Universitaria, che é stupenda.

Il singhiozzo é passato, la polpetta s’e’ addormentata e io adoro settembre…solo che non so perché ma mi sento un pò strana.

Ieri sera sono passata a prendere il Maestro e siamo andati insieme all’Estragon dove poi c’eran quasi tutti, perfino quella mongola della Chérol che tra l’altro stava impezzando l’ex della sorella di Sandro (bell’intreccio!).

A parte paolo c’erano davvero tutti, e m’ha fatta felice vedere il Maestro parlare con loro, tipo mondo ultra-armonico.

Mi sono accorta che mi mancavano le chiacchere con lui, mi mancavano da morire. Abbiamo riso ore per certi sguardi e certi grugni orrendi che ci sono arrivati, e ci siamo raccontati tante cose: l’università, i concerti, il trasloco, quella cosa chiamata amore e tutto il resto.

Tornando verso la macchina mi ha detto che ha letto un libro che gli avevo consigliato. Quel libro é il Lupo della Steppa, di Hermann Hesse, SPLENDIDO. E per l’ennesima volta abbiam provato le stesse cose, leggendolo.

La stessa sensazione che quel libro fosse stato scritto per noi, lo stesso disagio anche. Quel libro é incredibile, é d’un altro pianeta, non c’entra niente con nessun altro libro di quegli anni.

Quando l’ho riaccompagnato ci siam fermati sotto casa sua come tante altre volte in macchina a parlare e mi é sembrato veramente che il tempo fosse rimasto bloccato a quel capodanno di quasi 4 anni fa.

Poi mentre andavo a casina m’é squillato il telefono ed era LUI. Che bello sentirlo!

Era tutto preoccupato per me, siccome non eravamo usciti insieme, e pensava fossi stata aggredita dietro qualche angolo buio… Quanto lo adoro, santi numi.

Tanti bacini telefonici, tanti buonanottina, programmini per oggi, affetto, e mi sono sentita divinamente.

Squillo di Raffa delle 2:10, risposta, e poi a nanna.

So che l’ho già detto ma lo ribadisco: a volte la vita pare una torta alla panna e fragole, un cioccolatino che basta mettere in bocca e lasciar sciogliere.

Non é così. Lo so. Ma a volte uno ci metterebbe le mani sul fuoco sul fatto che il destino gli é favorevole.

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