Monthly Archives: November 2004

Caro Luis, senti quel che mi è successo!

Oggi il Pombs è entrato in aula con un lungo cappotto invernale e l’aria di chi vorrebbe tanto essere al calduccio nel suo studio a leggersi le undici tesi di Carlo Marx su Feuerbach.

Era comunque di buon umore, il Pombs, e dando una leggera occhiata alla monografia che ci ha affibbiato per il prossimo parziale del 6 dicembre, si deve essere accorto che si trattava (per noi post adolescenti con ancora i brufoli) di una impresa quantomeno impossibile.

Sicchè, il Pombs, ha richiamato l’attenzione e ci ha offerto l’opportunità del secolo di spostare il parziale dal 6 al 9 dicembre. Non è un gran vantaggio ma è qualcosa no?

Se non chè, nel tripudio generale, sento alcune voci di dissenso alle mie spalle. Mi giro di scatto, pronta a saltare al collo del malaugurato, quando mi accorgo che la voce di dissenso principale proviene da una fighettina con molto rimmel sulle ciglia e una sciarpina di seta al collo.

La scema squittiva sempre più insistentemente: “Ma io il 10 ho INGLESEEEE!!”. Per fortuna, prima che il Pombs potesse accorgersi dei suoi urlacci le ho detto che insomma, con tutto il rispetto, a noialtri non ce ne poteva fottere di meno che lei avesse inglese visto che in 6 giorni dovevamo preparare 300 pagine di libro, e impararci a memoria una trentina di articoli di giornali inglesi dell’ottocento. E che immaginavo che ella non avesse mai dato uno sguardo al manuale perchè altrimenti non si sarebbe mai sognata di rompere le uova nel paniere ai suoi colleghi e di gettare nello sconforto un intero corso.

La tipetta, in completa ottusità, ha ribadito “MA IO IL DIECI HO INGLESE” e memore di quel che già successe, sono stata costretta a passare alle minacce. Cara, le ho detto, ti faccio esplodere.

La tipetta ha pensato bene di tacere e di tornare a limarsi le unghiette rosa e io mi sono sentita eroica come Bismarck davanti al parlamento della Norddeutsche Bund, un prussiano di ferro con i baffi sporchi di SANGUE e BIRRA…

EVVIVA IL NATALE!



Per entrare in perfetta atmosfera natalizia (e io la amo infinitamente), il separatore tra i post cambia momentaneamente aspetto: lucine, lucine e ancora lucine!

Lo so che cosi’ sembra tutto un po’ scemo…ma ho una debolezza per le cose colorate e infantili delle feste…

Delle lucine

Ieri ero ancora nevrotica per l’esame del mattino. Anche se l’avevo già dato ero rimasta tototalmente isterica, e l’unica soluzione é stata un giretto a Santa Lucia col ricciolino adorato.

Girare per i banchetti colorati per manina con lui, fermarsi a guardare le statuine del presepe e ridere delle piu’ assurde, tirarci di qua e di là per mostrare qualcosa all’altro, passare di fianco al banchetto che cuoceva le salsicce e rischiare di svenire, guardare con occhietti da bambini i dolci di pasta di mandorle e i croccanti stracolmi di nocciole, é quanto di più delizioso potessi immaginare.

E poi alzando un secondo lo sguardo, accorgersi di essere sotto un cielo di lucine brillanti e terribilmente natalizie…che bellezza!

Il mio bellino adorato mi ha anche regalato una cosina stupenda di cui mi ero innamorata, e tra un bacino e l’altro ci siamo infilati al Caffé dei Servi dove abbiamo preso qualcosa per scaldarci dal gelo che faceva fuori…

Mentre leggeva il giornale io lo guardavo. Ero felicissima e gli raccontavo a raffica cose sceme che non gli potevano interessare assolutamente ma che lui faceva finta di ascoltare, e così l’ho adorato ancor di piu’.

Del presente e del futuro prossimo



Non mi era mai capitato di guardare una persona negli occhi e accorgermi che stiamo entranbi piangendo di felicità, di adorazione reciproca totale, di bene infinito…

Sono felice e non m’importa se domani c’e’ l’esame, e se stasera me ne dovrò stare in casa a studiare. C’e’ lui, la tenerezza, le nostre telefonatine totalmente cretine, i pomeriggi a darci bacini e a bere the bollenti…

E poi c’e’ quella scema della Polpetta che ha perso il primo dentino da latte e me lo ha portato tutta orgogliosa e allora io le ho fatto trovare un biscottino sotto al cuscino per festeggiarla, e la notte a volte mi dimentico di metterla in cuccia e ci addormentiamo appallottolate una vicina all’altra e il suo pelo morbido, i suoi rotolini di ciccia, mi scaldano. A volte le passo il ricciolino al telefono e a sentire la sua voce si mette ad abbaiare e poi lo cerca sotto al letto, tutta esaltata…

A natale forse avrò un bellissimo iPod rosa, e allora ce ne andremo in giro per la città piena di lucine colorate con una cuffietta a testa, nelle orecchie la canzone degli Oasis di quando ci siam dati il primo bacino, e la polpetta al guinzaglio che si ingelosisce…

Ho sonno, sono in università e dovrei studiare mentre in realtà sto solo aspettando con ansia che arrivi la silvietta a salvarmi e a portarmi via da qui…  Stanotte ho chiaccherato in chat con Giò, che finalmente è tornato a bologna, e ho fatto un pò tardino ma per lo meno stamattina mi ha svegliato la voce del mio bellino…

che tedio lo studio! Sono un pò stanca dei Minghetti dei Cairoli dei Crispi dei Di Rudini’…..

Della roba



Sto molto meglio fortunatamente! La salute ce la si gode solo dopo la malattia, ovviamente, quando capisci quale vantaggio incredibile sia non avere un trapano in testa e un chiodo conficcato sopra al nasino (queste fantasiose metafore dovrebbero dare ad intendere come mi sentivo ieri).

Comunque bellissimo pomeriggio col mio ricciolino, come sempre a spasso in due sul mio cinquantino nero fiammante e poi nel calduccio rassicurante di casa sua.

Fuori c’e’ da gelarsi, ma con la poderosa sciarpa di lana che mi ha portato robby dalle isole irlandesi, e i super guantini multicolore posso affrontare anche il circolo polare artico!

Probabilmente ho trovato una specie di lavoretto per gennaio dove in pratica aiuterò a fare l’inventario iin un mega magazzino. E’ un po’ una palla ma mi pagheranno bene, e anche se un po’ mi scoccia perdere giorni di studio, ho assoluto bisogno di soldini. Denari liquidi per esaudire ogni mio più recondito desiderio, acquistare beni materiali ed essere così MOLTO felice.

D’altronde che vita é mai questa se non ci si può circondare di cose belle, polpette, libri, quadri, viaggetti e concerti? La ROBA, come la chiamerebbe Verga, ha sempre il suo fascino.

Ora devo togliermi la cremina gialla miracolosa che mi son data sul nasino arrossato, vestirmi e uscire…

Ho il naso rosso e la fronte caldina. Non mi provo nemmeno la febbre tanto, averla o non averla, cambia ben poco. Ora ho bisogno di dormire e se L’isola dei famosi mi fa il piacere di finire vado a nanna (non posso andare a letto senza sapere se quel gran fico riccioluto di Sergio Muniz ha vinto o no).

Aspetterò la telefonata della buonanotte dal mio bellino e spererò di star meglio domattina, anche perché all’orizzonte ci sono lezioni, esami, il concerto di guccini e svariate altre cosine alle quali non vorrei mancare.

Mi scoppia la testa e la polpetta non smette di russare e solo ogni tanto tira su la testolina innervosita dal tic tic della tastiera, per cui é proprio ora di mettermi sul lettino.