Monthly Archives: December 2004

A Roma

Questo sarà il mio primo capodanno lontano da Bologna, e sono davvero felice. Io e il bellino a Roma, caput mundi, oltretutto comodamente ospitati a casa di amici, mi pare un programma delizioso.

Altra bella notizia è che anche la Silvietta ha trovato il coraggio di partire per andare là da Marco, e potremo persino incontrarci!

Spero di trovarmi bene, di ubriacarmi, e di tornarmene qui con dei bei ricordi…

Buon Anno a tutti in anticipo!

D'una poesia

L’ennesimo telegiornale di mezzogiorno ha immagini troppo crude. I
corpi straziati, adagiati in terra uno affianco all’altro, hanno
braccia rigide, tese al cielo come se ancora invocassero aiuto.

Alle elementari la maestra ci disse che l’uomo pretendeva di
dominare la natura credendo di averla sottomessa, e che avrebbe pagato
quest’affronto. Crescendo ho pensato che la maestra aveva detto
baggianate un po’ romantiche.

Adesso invece mi viene in mente quella frase di quella poesia di
Hikmet che mi piacque tanto e che solo oggi mi pare di comprendere
davvero.

…Finito, dirà un giorno madre Natura

finito di ridere e di piangere

e sarà ancora la vita immensa

che non vede non parla non pensa

Se è giusto.



C’è un’immagine che non mi riesce di togliermi dalla testa: questo gruppo di donne ferme, fisse davanti ad un muro colmo di foto di cadaveri straziati, alla ricerca di qualcuno a loro caro, il figlio, il marito, la sorella.

Penso a quel bimbo biondo trovato da solo sulla spiaggia, talmente piccolo da non essere in grado di parlare e di dire chi è, da dove viene.

La sofferenza umana è qualcosa di pesantissimo. Ti pesa sulla coscienza anche se non ne hai colpa, perchè ti chiedi come è mai possibile che tu riesca a continuare a fare le cose di sempre, lo shopping, la cena, le cazzate, quando il mondo attorno a te crolla.

Che poi non è che tu non abbia il diritto di continuare la tua vita di sempre, è solo che…non lo so, è solo che non sembra sano, giusto.

Se non fosse che non so fare assolutamente niente, e che sarei solo d’impiccio, sarebbe bello potersi rendere utili, andare là a fare qualsiasi cosa.

O magari non ne avrei il coraggio comunque e continuerei ebete a passeggiare per via indipendenza comprando scemenze nei negozi.

Piccole somme sul duemilaquattro

Le immagini dell’Asia non sono neanche commentabili. C’è chi come Galimberti cita Goethe che ovviamente ha saputo dire quel che noi non sapremmo definire neanche con cento parole.

Per un’amara ironia, piove sempre sul bagnato.

Stanotte prima di addormentarmi, pensavo che questo, il duemilaequattro, è stato per me esattamente un buon anno, bisestile come quello in cui sono nata. Gli anni bisestili mi piacciono e mi ricordano Alice nel suo bel paese delle Meraviglie.

Ho avuto tutto, e se credessi in qualche divinità avrei molto di cui ringraziare. Mi sono ritrovata l’esistenza piena di cose che avevo desiderato e mi sento dannatamente amata e fortunata, più di quanto non lo sia mai stata. E’ vero anche che bisogna pur metterci un po’ di bravura e impegno per tenersi stretti quel che la fortuna ci offre su un piatto d’argento, e quindi un po’ di merito ce l’ho pure io mi sa.

Il Natale è passato serenamente, in un attimo come sempre e se dovessi proprio desiderare qualcos’altro penserei alla neve.

Un pò di neve lenta, che copra per qualche ora i tetti e le colline, e che poi scompaia d’un colpo, senza sciogliersi sporca e triste ai lati delle strada.

L’agonia della neve non si può tollerare: e’ una visione oscena, a parità con la sofferenza umana e l’ingiustizia.

NATALE!

Avevo
scritto due righe stamattina prima del pranzo dai nonni, ma erano
talmente sceme che le cancello perchè il post di natale non può mica
fare così schifo.

Ieri
notte ho scambiato i regali con il bellino e mi pare straordinaria la
delicatezza che ha avuto nel cercare delle cosine adatte a me, che
potessero piacermi e farmi contenta.

E
sono tornata a casa che credo fossero le tre, e mi sono infilata nel
piumone con la Polpetta e avrei tanto voluto parlare un po con lei.
Fare due chiacchere mentre si spulciava, chiederle che ne pensa lei di
svariate cose.

L’abbracciavo forte e sfregavo la guancia e le labbra sul suo pelo morbido e avrei tanto voluto che sapesse parlare.

Evviva Evviva!

Che BELLO IL NATALE!!!!

Per delle strane coincidenze astrali ero riuscita ad accumulare sufficienti soldini per comprare molti regalini e questa mattina ci ho dato sotto un bel po’! D’altronde adoro comprare cosine e immaginarmi se potranno fare piacere a chi le riceverà e oggi nelle vie del centro c’erano tutti i negozi aperti, una meraviglia.

Ancora non ho finito, e infatti anche oggi pomeriggio sarà dedicato agli ultimi acquisti, senza dimenticare che anche la Polpetta dovrà avere un suo pacchetto natalizio da scartare!!!!

Mi ero dimenticata! Oggi il Blog compie DUE ANNI! hahaha auguri blog mio…sei bellissimo!

Per festeggiare incollo qui il post del 21 dicembre 2002 (ovvero il PRIMO), che mi ricorda quanto la vita possa migliorare e riservare sorprese incredibili..

21 DICEMBRE 2002

Bene, pomeriggio pesantino e dal cielo schifoso, ma non importa molto.

Alterno in me la certezza matematica di essere felice a quella altrettanto algebrica di non poterlo essere. Gli attacchi, le frasi smozzicate e cattive, le non-curanze, le ridicolaggini delle persone mi danno il voltastomaco e mi feriscono più di quanto vorrei. Per non parlare del fatto che in questi giorni non mi riesce di essere minimamente equilibrata). Certo che ora mi farebbe comodo un po’ di fama, di successo…potrei piangere miseria sulle pagine dei miei libri, se ne avessi.

Bah…sono stanca e chi dovrebbe non mi risponde al telefono. In tv, i nani e le ballerine di cui parla guccini occhieggiano schifosi, in qualunque canale.

Spengo e basta, chiudo le comunicazioni, alla prossima, forse.