D'una poesia

L’ennesimo telegiornale di mezzogiorno ha immagini troppo crude. I
corpi straziati, adagiati in terra uno affianco all’altro, hanno
braccia rigide, tese al cielo come se ancora invocassero aiuto.

Alle elementari la maestra ci disse che l’uomo pretendeva di
dominare la natura credendo di averla sottomessa, e che avrebbe pagato
quest’affronto. Crescendo ho pensato che la maestra aveva detto
baggianate un po’ romantiche.

Adesso invece mi viene in mente quella frase di quella poesia di
Hikmet che mi piacque tanto e che solo oggi mi pare di comprendere
davvero.

…Finito, dirà un giorno madre Natura

finito di ridere e di piangere

e sarà ancora la vita immensa

che non vede non parla non pensa

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