Monthly Archives: March 2005

Per chi ha cinque minuti

Il link ad un articolo di Zucconi su Terri Schiavo

E’ morta, e meno male. Parlano del valore della vita umana e poi l’hanno sbattuta in televisione a tutte le ore, in qualunque momento.
Trovo ingiusto che per dare una morte dignitosa ad una persona, si debba farla morire di fame, indipendentemente dal fatto che essa sentisse qualcosa o meno. Se esistessa una legge giusta, che regolamentasse il tutto, se ci facessero scegliere quando siamo vivi cosa vogliamo per noi stessi…Non ci sarebbero drammi pubblici, nè sofferenze inumane, e forse le persone malate potrebbero andarsene tranquille, senza soffrire le pene dell’inferno, e questa avrebbe la parvenza di essere una società civile…..

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Bah.

E’ un periodo un pò strano, come d’attesa.  Uscire con Gièc ieri sera mi ha fatto bene, e ho riso, chiaccherato, e mi sono rilassata un pò.
Siamo stati al Mutenye in via del Pratello, c’era poca gente e abbiamo preso due birre chiare.
Il sapore della birra fredda, che non sentivo da un anno o più, mi ha ricordato tante cose davvero lontane.
Abbiamo comprato due bomboloni alla crema e Gièc ha cominciato a guidare come uno psicopatico suicida su per le strade a tornanti dei colli, con la musica a palla e una faccia non raccomandabile.
Mi sono passate davanti porta S.Mamolo e poi Casaglia e infine Monte Donato. Arrivati al prato che dà su tutta la città illuminata siamo scesi e c’era vento, ho dato qualche morso al kraphen ma mi veniva irrimediabilmente da vomitare.
Nausea ma felicità.
Con tono epico ho detto: Gièc, la città è ai nostri piedi, abbiamo ventanni. 
Lui ha risposto qualcosa che ora non ricordo ma che mi ha fatto molto ridere e poi faceva troppo freddo e mi ha accompagnata a casa e mi sono messa a nanna stanchissima. Telefonata del ricciolino in piena notte, ricordi vaghi, un sonno confuso.

Le aspettative

Oggi era tornato il sole, per fortuna. Un sole bellissimo, caldo, con il cielo azzurro.
In giardino dai miei nonni, prima del pranzo, mi sono messa a girare con la macchina fotografica e a scattare delle macro piuttosto insignificanti a tutti i fiori che trovavo. E ce n’era ovunque, di ogni colore e tipo…Una meraviglia!
Il pomeriggio l’ho passato con gli altri sui colli, al sole, con tutto quel verde di colline attorno che mi ha risollevato notevolmente il morale. Me ne stavo lì con gli occhi socchiusi per il riflesso della luce, tutta compiaciuta.
Non è che abbia smesso di pensare che la vita in fondo, sia una gran banalità, è che ne sto accettando l’idea.
E non è che potevo aspettarmi nient’altro in fondo, siamo persino molto fortunati noi esseri umani. Mentre scattavo le macro ai fiori del giardino è arrivata la Polpetta, ha aperto quella sua brutta bocca da rana, e se ne è mangiati 3-4 in un boccone. Erano tanto belli, profumati, colorati e poi…Puffete! Spariti per sempre.

La vita è proprio banale.

Pasqua tranquilla, simile a milioni di altre pasque già viste, piovosa.  Un buon pranzo dai nonni, la tradizionale decapitazione del coniglietto di cioccolata della Lindt, un riposino fino alle 16, e poi per fortuna un pomeriggio da marci a guardare i fotogrammi più conturbanti del film porno con gli Ultràs.
Una giornata ordinaria da cui non aspettarsi proprio nulla, ma nemmeno di cui lamentarsi.
Ultimamente è un pò così: sempre niente di nuovo sul fronte occidentale, e qualche sfiga più o meno importante che arriva per ammonirti di non fare poi tanto la schizzinosa perche in fondo si può stare ben peggio.
Mi sembra che le giornate non passino mai, o meglio che passino l’una identica all’altra senza distinzione.
Eppure le avvisaglie del cambiamento le avevo viste! I viali della città sono pieni di alberi colmi di fiorellini rosa, nell’aria oltre allo smog capita di sentire anche un lieve odore di miele, il lavoro è ormai alla fine…
Ma niente!  Tutto fermo, immobile. Mi sento come il coniglietto della Lindt in attesa della Pasqua. Forse bisogna solo avere pazienza, o magari, come dice una persona a noi cara,
la vita è proprio BANALE.

Quando ci vuole una svolta

Sono appena tornata da un concerto all’Estragon dei Dog eat Dog con il ricciolino, micky e andrea. Sono ormai completamente sorda ma mi sono divertita anche se non è affatto il genere di musica che metto sull’iPod…
Del resto l’unica novità da annoverare è che ieri ero un pò triste e mi vedevo pure bruttina. Ho ragionato e ho capito che era una situazione grave, da risolvere al più presto, e che l’unico rimedio era quello mitico del tagliarsi i capelli. E’ un rimedio drastico ma sempre efficacissimo, davvero come rinascere!
Sono andata in Galleria Cavour, in un posto molto trendy e costoso, ma certe cose o si fanno per bene o niente.
La forbice tagliava, sfilava, si portava via centimetri di inutili capelli che si ammonticchiavano sul pavimento, e io ridevo e ridevo, e già solo così mi sentivo meglio. E sto bene, è un bel taglio, non troppo corto, tipo Natalie Imbruglia nel video di Torn (solo un pò meno figa) e ci voleva davvero un qualcosa di nuovo.

Ora sono così stanca…

Camillina incidentata.

Che aveva fatto di male l’elisina-mobile per meritarsi QUESTO?
E’ forse giusto che ricada su di lei la punizione per le mie malefatte?
Va bene, stamattina ho studiato 25 pagine anzichè le 30 peviste, ma non mi pare così grave!
Ma porcaccia la miseria…che infelicità! Mi sono persino data malata al lavoro per lo shock…

Camillina incidentata (non gravemente)

Lo Sapevo!!!

Io lo sapevo che doveva pur arrivare!
Non poteva mica continuare cosi no??
Con il grigio e il freddo gelido e la neve ogni settimana!
La primavera e’ arrivata in tutto il suo splendore di luce e cieli azzurri, e dopo un tempo che mi è parso durare millenni siamo tornati al parco della Fiera. Sembrava non fosse passato un inverno intero, e tutto assomigliava incredibilmente all’estate scorsa. Il ricciolino ha steso la sua giacca sull’erba e ci siamo sdraiati, con il sole in faccia, le margherite attorno, e a me è sembrato il paradiso. Le torri bianche della Fiera altissime come sempre, qualche uomo d’affari passava di fretta e nessun’altro a disturbare. 
Me ne stavo appiccicata al bellino,  lui fumava tranquillo e io sorridevo come un’ebete. Poi è arrivato anche Micky e davvero sembrava non fosse passato neanche un giorno.
Stamattina ero così di buon umore che mi sono persino svegliata presto e sono andata in facoltà a studiare Dottrine Politiche. Ho inziato il libro della Gherardi, e mi piaceva e così ho pensato che presto le Poste non esisteranno più e ci saranno solo mattine di studio e pomeriggi  felici sdraiata sull’erba a fare giochi scemi con le margherite.
Il lavoro è l’unica cosa triste di questo bel marzo, ma presto finirà e io mi sarò pagata le tasse universitarie, avrò accumulato soldini, e non ci penserò più…