Monthly Archives: June 2005

i bellini all'orto botanico

Io e il ricciolino andiamo matti per le cosine semplici fatte insieme.
L’altro giorno siamo stati alla Galleria d’Arte Moderna e per manina abbiamo girato in sù e in giù sbirciando opere e ridacchiando, toccando cose da non toccare, appassionandoci a scemenze, sbarrando gli occhietti davanti ad un pezzo del muro di Berlino, e indignandoci davanti a schifezze con pretese artistiche.
E oggi pomeriggio super tappa all‘orto botanico, tra mille forme vegetali strambe e tossiche, pungenti, profumate, velenose.
Lui indicava e mi faceva la lezioncina mentre io corrucciata litigavo con le zanzare fameliche dell’oasi e grattavo l’irreparabile.
Eravamo proprio adorabili in mezzo a tutto quel verde con un pavimento di fragoline di bosco…

merdacce!

Prima che io dica qualsiasi altra cosa sappiate che sono stata una segretaria di seggio meravigliosa. Non ho fatto casini, ho gestito tutto con grandi capacità organizzative e ho fatto esattamente quella che si chiama una porca figura.

Per il resto sono stanca ed è da tre giorni che non faccio altro che occuparmi dei referendum, quindi il primo istinto sarebbe quello di scrivere qui sopra la parola SCHIFO e metterci affianco un punto di sospensione, perchè non ho più parole per definire lo scandalo dei dati d’affluenza.
Non importa se nel mio quartiere il referendum sarebbe passato, non importa se Bologna è la città più decente nell’indecenza: IO SONO ALLIBITA. Che potesse non passare era previsto, ma questo è troppo!
Io non sono una campanilista, nè tantomeno leghista, e mi rendo conto che tutta italia ha dato una prova indecente di cos’è la civiltà, però non mi riesco a trattenere dal dire che c’è mezzo paese che vive nel medioevo, che si disinteressa totalmente della vita politica e sociale, che non legge i giornali, non si informa, se ne frega della civiltà e che poi ha anche il coraggio di lamentarsi che va tutto male. Mi dispiace ma ormai la penso così. Il Sud ha toccato il fondo, e il Nord poco meno.

Poi nel mio seggio ho visto solo vecchi. Umarells and zdàure che facevano fatica pure a respirare, ma che però sono venuti a votare. Una signora del 1908 ci ha baciati e abbracciati tutti dopo esser stata mezzora in cabina ad armeggiare con le schede e il bastone.
A sto punto penso che ce lo meritiamo, che ci devono togliere tutto: la fecondazione assistita, l’aborto, le cure palliative del dolore, l’assistenza sanitaria, la scuola pubblica, la pensione, la malattia retribuita, la libertà di stampa e di pensiero, la libertà religiosa, lo stato laico, il diritto all’integrità del corpo, e TUTTO.
Toglieteci tutto perchè siamo delle merdacce e non meritiamo niente.
Non si sa mai che tornati nel paleolitico qualcuno non si renda conto di doversi vergognare.

Chi non ha votato oggi dovrebbe buttarsi dalla finestra e fare un piacere al mondo
E avrei voglia di mettermi all’uscita dell’autosole e sparare un po’ sulle aute di ritorno dal mare.

AIUTO.

AIUTO.  Mi hanno presa come segretaria del presidente ai seggi!  Sono contenta, ovvio, ma c’è un pericolo elevatissimo di combinare dei danni scrivendo i verbali e i voti.
Mi hanno dato il numero del presidente e al telefono mi è sembrato gentile, poi è giovane e magari sarà tollerante verso una ciambella distratta come me. Mi ha detto: mi ricoscerai da una polo blu. Mmmm…AIUTO AIUTO AIUTO.
Elisina, cavoli, CONCENTRATI!
Devo essere brava e organizzata, evitare figure di merda incredibili, e assolutamente non fare DANNI!

Toglietemi tutto ma non i miei EMBRIONI

A parte il fatto che trovo IMMORALE che un politico inviti a non votare, considerato che lui sta li’ perchè qualcuno un giorno si prese la briga di andare a scrivere il suo stupido nome su una scheda, ma poi sta ossessione per gli EMBRIONI mi pare sorprendente.
Camminiamo tranquillamente per la strada senza neanche gettare l’occhio a quei poveracci rannicchiati a terra senza una casa, abbandoniamo in autostrada dei cagnetti che ci adorano perchè in hotel non li accettano, stiamo zitti e muti davanti allo strazio dei paesi in cui portiamo la guerra, compriamo oggetti fabbricati dai bambini nel terzo mondo, mentiamo, divorziamo, spergiuriamo, facciamo l’amore prima del matrimonio, prendiamo la pillola e usiamo tutti i metodi anticoncezzionali creati pur di non avere un figlio che non vogliamo….MA A QUESTI EMBRIONI PROPRIO, CI TENIAMO DA MORIRE!
Ahh…toglietemi tutto ma gli embrioni non me li tocchino eh! Guai!
Non sia mai che la scienza riesca a sconfiggere il morbo di parkinson!
E poi insomma, il RISPETTO PER LA VITA….LA VITA UMANA…SULLA VITA NON SI VOTA….        MA VAFF…
Come se la moralità della nostra società totalmente immorale dipendesse dal congelamente di un gruppo di cellule.
Non è forse immorale la cultura cristiana del dolore per cui negli ospedali italiani si soffre di più che nel resto d’europa? Non è forse immorale tenere un essere umano già morto attaccato ad una spina a nostro uso e consumo? Non è forse immorale comprare quintali di cibo che non mangiamo o spendere cento milioni in un’auto? 

La parte migliore è stata ieri sera in televisione con una tipa non identificata che sosteneva che non era giusto far nascere figli sani. Chi ci crediamo di essere per desiderare che nostro figlio sia sano?? Solo il volere di dio può decidere!
E poi, ha aggiunto a mò di prova assoluta l’arguta signora, due fratelli genetici potrebbero incontrarsi senza saperlo e compiere un INCESTO!
A questo punto mi è venuto da vomitare. Lo spunto cinematografico mi ha proprio toccata al cuore.
Ma ci pensate? Questo SI che è un problema REALISTICO!

1984

Al semaforo di fronte a porta Castiglione sono stata circondata da un gruppetto dei cosidetti cinnazzi motorizzati d’ultima generazione.
Parlo di quei sedici-diciasettenni con i cinquantini-macchina da seimila euro, con addosso dei vestiti brutti, degli occhiali da sole da imbecilli, la maniere che danno il voltastomaco, la strana abitudine di sputare sui piedi altrui come dei lama delle Ande.
Insomma, c’erano questi sedici-diciasettenni che si facevano urlacci l’un l’altro, ognuno sul suo macchinino-cinquantino rumoroso e sgraziato, con un sottofondo di musica orrenda e delle facce persino un po’ sceme, che tentavano di sgasare e di farsi notare.
Io lo so che dico cose che neanche una vecchia, e che sono tollerante come un umarell del centro storico, però cazzo.

Quando sono nata io il presidente della Repubblica era Sandro Pertini, Maradona arrivava a Napoli per la prima volta e sorgeva l’ EZLN.
Sono cresciuta guardando in televisione la caduta del muro di Berlino, il Pranzo è Servito con Corrado, i Chips, i Muppets, McGyver e il Wrestling mitico. In edicola usciva Frigidaire, i genitori ti mandavano agli scout, e il massimo dell’erotico era Skorpio sbirciato di nascosto da librerie altrui.
Ho vissuto gli anni dell’indignazione contro la mafia che aveva assassinato Falcone e Borsellino, gli anni in cui imprenditori si uccidevano in carcere per la vergogna di un avviso di garanzia e a quattordici anni ho avuto un motorino che mi parve la via d’accesso all’universo intero. Non ci avevo il maledetto cinquantino-macchinino e neanche quegli occhiali da imbecille. La televisione era diversa, non migliore, ma diversa e c’era Marzullo con più capelli e Costanzo che quasi quasi pareva un giornalista. Nessuno aveva mai vista uno sgozzamento per intero, gli idoli massimi erano holly e benji, a scuola ci facevano imparare pezzi della Divina Commedia a memoria e facevamo i dettati e così abbiamo imparato dove l’apostrofo va e dove non va.
E poi a dodici anni ascoltavo i beatles e i rem e i nirvana, al peggio gli 883, ed eravamo più ingenui e forse più fessi, ma molto più puliti.
Non è che la politica fosse fatta da santi, ma anche nel magna magna generale la DC aveva più garbo di chi si spartisce il potere oggi.
Oggi un politico può tranquillamente dire che con la mafia si deve convivere, Costanzo passa le domeniche fra salti con l’asta e palloncini colorati, Enzo Biagi dopo quarantanni in Rai è stato licenciato tramite raccomandata, per le strade imperversano i macchinini-cinquantini e gli smashing pumpkings si sono sciolti.
Dove andremo a finire.

D'una seratissima

Mi sono appena svegliata completamente intontita: per andare in cucina a bermi un bicchiere di latte ho sbattuto ovunque e urtato qualsiasi cosa trovassi sul mio cammino.  D’altronde quando si comincia a bere alle sei del pomeriggio e si finisce a notte fonda non si può mica pretendere di svegliarsi super energici!
Un amico del ricciolino ci aveva invitati alla sua grigliata di compleanno sui colli, siamo andati su alle sei del pomeriggio e da lì è cominciata una serata riuscitissima con quintali di vino e ciccia. Mi sono  divertita tantissimo, erano tutti carinissimi, e alle dieci di sera non capivo più niente.
Davo bacini al ricciolino e sculettavo al terribile ritmo tunz tunz che veniva dalla radio del gruppo affianco a noi. Che vergogna.
Monte Donato era tutta un fuoco perchè ci saranno state duecento persone impegnate in grigliate, l’aria era fumosa all’inverosimile e l’odore di carne si spargeva ovunque.
Sono stata davvero felice e io e il bellino eravamo deliziosi.

Mi fa: "Lo sai che ti aspettavo da tanto?"
E il mio cuoricino già se ne svolazzava via, completamente fuso.

Quando sono tornata alla macchina ho illuminato con i fari quattro occhi luminescenti: erano due lupi che in mezzo alla strada, seguivano l’odore della carne alla griglia.
E’ stata la degna conclusione di una super fica serata.

E poi l’amata Virtus è di nuovo lassù, andremo tutti allo stadio per lo spareggio del Bologna e la mia dipendenza da ebay sta nettamente migliorando.  Perfetto.