Monthly Archives: October 2005

Bologna, il portocanale e lo studio.


Mi affascina l’idea che Bologna era una città di navigazione, di canali che seguendo un antico percorso del Po’ portavano fino all’Adriatico. Di tutti questi canali non resta ormai quasi nulla, se non qualche centinaio di metri di acque a cielo aperto, e i nomi di alcune vie del centro altrimenti inspiegabili: via del Porto, via delle Moline, via Riva di Reno, via della Grada…
La prima volte che siamo stati sul terrazzino del Caffè e Tulipani sono rimasta trasognata nel trovarmi in mezzo ad uno scorcio veneziano a due passi da piazza VIII Agosto, e stamattina con Gièc e la sua ragazza sono finalmente riuscita a farci un po’ di fotografie, come questa in bianco e nero qui sopra dove non si vede il canale ma le vecchie case che vi si affacciano. Splendide.

E’ una domenica tranquilla, è entrato in vigore il fuso orario invernale, e ho voglia di riposarmi. Ieri sera abbiamo girato per tutto il centro in cerca di un locale e non so come alla fine ci siam trovati nel postazzz piu’ postazzz che si sia mai visto.  Lunedi lo giuro inizio a studiare, o qui si mette male.
La ciambella se ne va a zonzo per la città facendo fotografie e prendendo caffè con il ricciolino, come se niente fosse…ma l’adolescenza è finita, devo mettermelo nella zucchetta.

è uscita una nuova ricetta di alex shevdon: latte caldo col bvandy

Stamattina verso le dieci ho preso un caffè con Luis al solito bar di fianco alla facoltà.
IO
ho preso un caffè, perchè lui con voce da alcolista anonimo ha chiesto un bicchiere di latte caldo col brandy, peggio che arancia meccanica. La barista l’ha guardato come si guarderebbe un clochard ubriaco che chiede l’ennesimo goccio di wiskhy e gliel’ha appoggiato sul bancone con evidente contrarietà. Ma Luis era felicissimo, si passava sulle labbra la schiumetta del latte e sogghignava nel vuoto.

Poi ho passato metà pomeriggio insieme al bellino e la Polpetta  e l’altra metà da sola con la cagnina al parco della Resistenza. Io e lei  in mezzo ad una immensa distesa gialla di alberi autunnali, con l’ipod rosa nelle orecchie, e la scemina che correva libera come l’aria senza mai allontanarsi.
Abbiamo fatto il giro di tutto il parco con milioni di foglie a terra, l’aria nebbiosa, i coldplay di sottofondo, praticamente nessuno attorno, e cosi’ dopo poco sono entrata in una delle mie solite crisi mistico-estetiche, quelle che mi colpiscono in locations che reputo suggestive.

Tutto questo è molto bello e spensierato ma domani, maledizione, DEVO studiare.

come d'autunno sugli alberi le foglie.

èssì.
La notizia ha del miracoloso:
elisina online again.

Mai ho voluto cosi bene ad un tecnico telecom come oggi.
Ho un nuovo numero di telefono e la mia amata connessione internet!
L’esistenza dell’ iMac azzurro è tornata ad avere un senso,  e posso sistemare il blog della Polpetta, e scrivere qui sopra quando mi pare! Evviva il ventunesimo secolo!

Le belle notizie non finiscono qui: il parziale di Pombeni che doveva essere oggi è stato spostato al 9 novembre, il che significa che posso farcela.
Non ho molto altro da dire al momento, e sono anche piuttosto stanca, perciò rimando a domani ogni considerazione su come procede la mia esistenza in questo bel autunno bolognese che passerei il tempo a fotografare.

dubcek ti mancherà

Questa mattina ci siamo trovati in facoltà io, la Silvia e Luis, ed era giornata di lauree.   Guardavo le facce dei neo dottori e mi sono parsi molto vecchi, come a dire che ne passeranno di millenni prima di essere al loro posto.   Invece la Silvietta è al traguardo, e fra un battito di ciglia lascerà palazzo Hercolani, il Caffè dei Servi e l’amato busto marmoreo di Dubcek che fa bella presenza nel giardino decadentista. Stamattina insomma si parlava di lauree, tesi, e robacce varie, mentre Luis sorseggiava un frizzantino alle undici anti meridie e io morivo di invidia guardando i neo laureati al decimo anno fuori corso. Ora sono in biblioteca col bellino, penso a quale tinta per capelli comprare ed evito accuratamente di aprire il manuale di sistemi politici.

Il mio oroscopo su Vanity fair annuncia meraviglie, ma sono sospettosa. Se quel parziale non viene spostato sono morta, kaputt, e per il mio futuro potrò giusto sperare di fare carriera nel mondo dei dog sitter o delle commesse di Stefanel. Potrei persino costringere la Polpetta a fare il cane da elemosina affittandola ai clochard.  E sarà tutta colpa degli aspiranti bolscevichi radical chic che hanno indetto un rave party dentro la mia facoltà! Vergogna!

 

OKKUPATI IL CERVELLO, STRONZO.

Fra sette giorni ho un parziale MALEDETTO e nessuno mi ha ancora spiegato un bel niente, e le lezioni non ci sono perchè un gruppo di deficienti ritardati ha ancora voglia di adolescenza e OKKUPA la facoltà.     Ma io dico: ma si puo’ bloccare un servizio che tu hai ampiamente pagato (1200 euro all’anno) per protestare? Geniale. Cioè, non mi pare che l’università sia obbligatoria, per cui se uno ha una voglia matta di non fare nulla puo’ starsene a casa a giocare con la plèistescion.   IO HO BISOGNO DI SAPERE perchè in Francia ci sono stati 11 governi in 3 anni e mezzo!!!!! Sto impazzendo su quel libro e nessuno mi spiegherà niente per colpa di quel branco di caproni. Era bello al liceo passare un mese svaccati in palestra, tra film generazionali, musica hip hop e gli strilli insopportabili dei rappresentanti d’istituto, ma signori: ora abbiamo quasi trentanni.

 

preghierina

La giornata è iniziata splendidamente con un incredibile 28 in sistemi politici europei, e non si è ancora guastata. Ho preso un caffè al bar con la Sara e la Claudia, poi sono venuta in biblioteca con il ricciolino a studiare e fuori dalla finestra c’è un sole stupendo che batte sulle foglie ingiallite degli alberi. I prossimi dieci giorni dovrò praticamente VIVERE sulla storia politica francese, odiosa e difficile, ma non mi va di pensarci. Da domattina mi metto in riga.

L’autunno è il mio momento di grazia, mi pare che qualsiasi angolo di Bologna mi sorrida e tutto procede bene e magari dovrei sfruttare la buona sorte giocando al lotto. Però potrebbe essere anche una casuale infilata di faccende ben riuscite senza capo ne coda, insomma scoordinate.

Sono brava buona e gentile, ho sparecchiato, lavato i dentini 3 volte al giorno, comprato scatolette per il canile, e persino regalato i miei meravigliosi riassunti di diritto pubblico. Quindi per favore: che tutto continui cosi.

d'una partita di baseball

Forse il mio dente del giudizio ha capito. Forse ha capito che non c’era verso di starci e ha rinunciato, ha desistito per sempre dal disturbarmi, sarebbe proprio bellissimo…  E’ una splendida mattina di sole, ma fredda, e io sto qui al computer della mia amata aula studio con vetrata sulla solita fontana decadentista e sento i brividi lungo la schiena fino alle guance.

Il ricciolino si è tagliato i capelli, non è piu ricciolino ma sta benissimo, è come quando l’ho visto la prima volta e aveva la faccia scontrosa. Ieri sera siamo stati un po’ insieme, poi mi sono sentita terribilmente stanca e sono tornata verso casa. Ho visto il campo da baseball illuminato a giorno, con migliaia di macchine parcheggiate ovunque, e non so perchè ma ho avuto voglia di fermarmi. Sono salita in tribuna e ci ho messo un po’ a capire da che parte mettermi. Credo fosse la finale scudetto, stavamo vincendo e la gente gridava fortissimo, e io mi sono sentita terribilmente felice, li’ da sola in mezzo a migliaia di inferociti tifosi in blu. Il lanciatore ha eliminato l’ultimo battitore e la gente è saltata su contro i parapetti e io sono andata via contenta mentre scoppiettavano fuochi d’artificio e pareva di essere dentro un telefilm americano del tardo pomeriggio. E’ stata una cosa buffa per finire la serata, e poi mi sono addormentata presto.

Nessun’altra novità, solo studio e sole.

dello studio e del giudizio

Ho passato gli ultimi giorni a studiare come una scema per il parziale di sistemi politici europei che ho dato questa mattina. Non so i risultati ma mi pare sia andato bene ed è una bella sensazione. Lo studio a volte mi pare d’amarlo infinitamente, altre volte no. Mi piace andare in biblioteca con tutti i miei evidenziatori profumati che Luis deride, e vedere che le pagine diminuiscono, QUANDO diminuiscono.     E poi forse fra non molto riavro’ internet a casa, o forse no. Mi sono abituata a passare davanti al Mac e non notarlo nemmeno, e non soffro, ma pero’ molte volte avrei da scrivere qualcosa qui sopra e non posso, e allora mi dico che lo scriverò dall’università ma passato il momento non avrebbe piu senso farlo e cosi un sacco di pensieri si perdono nel nulla. Qualcuno dirà che non è un gran male, ma a me dispiace.

Ho appena preso il caffè col ricciolino nel bar qui di fronte, ed è una buona giornata.  Ho un dentino del giudizio che si è convinto di voler crescere, chissà perchè, e spinge spinge spinge, ottusamente. Spero desista, si convinca che non ci sta, che non c’è spazio, che non c’è maturazione alcuna che giustifichi la sua presenza.