Bologna, il portocanale e lo studio.


Mi affascina l’idea che Bologna era una città di navigazione, di canali che seguendo un antico percorso del Po’ portavano fino all’Adriatico. Di tutti questi canali non resta ormai quasi nulla, se non qualche centinaio di metri di acque a cielo aperto, e i nomi di alcune vie del centro altrimenti inspiegabili: via del Porto, via delle Moline, via Riva di Reno, via della Grada…
La prima volte che siamo stati sul terrazzino del Caffè e Tulipani sono rimasta trasognata nel trovarmi in mezzo ad uno scorcio veneziano a due passi da piazza VIII Agosto, e stamattina con Gièc e la sua ragazza sono finalmente riuscita a farci un po’ di fotografie, come questa in bianco e nero qui sopra dove non si vede il canale ma le vecchie case che vi si affacciano. Splendide.

E’ una domenica tranquilla, è entrato in vigore il fuso orario invernale, e ho voglia di riposarmi. Ieri sera abbiamo girato per tutto il centro in cerca di un locale e non so come alla fine ci siam trovati nel postazzz piu’ postazzz che si sia mai visto.  Lunedi lo giuro inizio a studiare, o qui si mette male.
La ciambella se ne va a zonzo per la città facendo fotografie e prendendo caffè con il ricciolino, come se niente fosse…ma l’adolescenza è finita, devo mettermelo nella zucchetta.

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