Monthly Archives: October 2005

d'una partita di baseball

Forse il mio dente del giudizio ha capito. Forse ha capito che non c’era verso di starci e ha rinunciato, ha desistito per sempre dal disturbarmi, sarebbe proprio bellissimo…  E’ una splendida mattina di sole, ma fredda, e io sto qui al computer della mia amata aula studio con vetrata sulla solita fontana decadentista e sento i brividi lungo la schiena fino alle guance.

Il ricciolino si è tagliato i capelli, non è piu ricciolino ma sta benissimo, è come quando l’ho visto la prima volta e aveva la faccia scontrosa. Ieri sera siamo stati un po’ insieme, poi mi sono sentita terribilmente stanca e sono tornata verso casa. Ho visto il campo da baseball illuminato a giorno, con migliaia di macchine parcheggiate ovunque, e non so perchè ma ho avuto voglia di fermarmi. Sono salita in tribuna e ci ho messo un po’ a capire da che parte mettermi. Credo fosse la finale scudetto, stavamo vincendo e la gente gridava fortissimo, e io mi sono sentita terribilmente felice, li’ da sola in mezzo a migliaia di inferociti tifosi in blu. Il lanciatore ha eliminato l’ultimo battitore e la gente è saltata su contro i parapetti e io sono andata via contenta mentre scoppiettavano fuochi d’artificio e pareva di essere dentro un telefilm americano del tardo pomeriggio. E’ stata una cosa buffa per finire la serata, e poi mi sono addormentata presto.

Nessun’altra novità, solo studio e sole.

dello studio e del giudizio

Ho passato gli ultimi giorni a studiare come una scema per il parziale di sistemi politici europei che ho dato questa mattina. Non so i risultati ma mi pare sia andato bene ed è una bella sensazione. Lo studio a volte mi pare d’amarlo infinitamente, altre volte no. Mi piace andare in biblioteca con tutti i miei evidenziatori profumati che Luis deride, e vedere che le pagine diminuiscono, QUANDO diminuiscono.     E poi forse fra non molto riavro’ internet a casa, o forse no. Mi sono abituata a passare davanti al Mac e non notarlo nemmeno, e non soffro, ma pero’ molte volte avrei da scrivere qualcosa qui sopra e non posso, e allora mi dico che lo scriverò dall’università ma passato il momento non avrebbe piu senso farlo e cosi un sacco di pensieri si perdono nel nulla. Qualcuno dirà che non è un gran male, ma a me dispiace.

Ho appena preso il caffè col ricciolino nel bar qui di fronte, ed è una buona giornata.  Ho un dentino del giudizio che si è convinto di voler crescere, chissà perchè, e spinge spinge spinge, ottusamente. Spero desista, si convinca che non ci sta, che non c’è spazio, che non c’è maturazione alcuna che giustifichi la sua presenza.