Monthly Archives: December 2005

adeu


Questo è l’ultimo post dell’anno domini duemilacinque.
Passeremo la mezzanotte tra casa di Marci e casa di Luis, forse berro’ un po’ troppo, e forse farò le stelline alla finestra con la Silvia, poi domattina mi sveglierò stropicciando gli occhietti e annusando l’aria cercando di capire cosa porta il vento.
Non ho voglia di fare una conta di attivi e passivi sui 365 giorni che sono passati, sono stata serena e questo conta, ma faccio mini sogni per quelli che vengono, tanto poi la vita fa tutto da sè.

Un felice anno a tutti voi !

di un flashback

Devo essere l’unica anima presente in tutto Palazzo Hercolani, ed è buffo entrare qui e trovare un computer acceso, le luci accese, e non una sola persona. E’ come stare dentro uno di quei videogame dove tutta la città scompare inspiegabilmente e tu resti a vagare per tangenziali senza auto chiedendoti che cazzo è successo.

Di fatto non è successo niente, è solo Bologna il 27 di dicembre, e io sono venuta in centro perchè qualcuno ha avuto la gentilezza di portarmi un dono graditissimo dal profondo sud e devo ritirarlo. E’ una mattinata in cui mi sento in vena di romanticismi e camminando in via Broccaindosso ho avuto voglia di entrare nel bar che frequentavo sempre quando andavo al liceo.   Ci facevo colazione, ci passavo ore meditabonde quando non sapevo se entrare a scuola o no, e seduta in quei tavolini di legno ho parlato con molti dei personaggi che hanno popolato la mia adolescenza e che in alcuni casi non ho rivisto mai piu’.

Sono entrata e il barista sgodevole era sempre li’, identico a cinque anni fa, con l’aria scoglionata che avevo quasi  imparato ad apprezzare. Mi ha dato del lei e mi ha riportato al presente, ho chiesto un caffè e mi sono seduta nella saletta che ho amato follemente. Le locandine originali dei film anni ’40 appese alle pareti, i tavolini di legno, le sedie rigide, il resto del carlino da leggere, la radio che gracchia de andrè.   Non una virgola mutata, non un qualcosa che mi chiarisca che non ho più quindici anni, che non dovro’ correre in classe a implorare pietà del ritardo, che non dovro’ ingannare il tempo leggendo frigidaire, che non sarò piu’ in balia della lancetta dei minuti che pare non muoversi mai, che non scrivero’ piu’ letterine d’amore che qualcuno tratterà con sufficienza e che senza rimpianto, non vedro’ più certi visi ai quali ho voluto bene.  

E’ stato un tuffo nel tempo, dolce e non amaro, come se la consapevolezza che tutto è passato per sempre non mi arrecase alcun dolore. Sono stata molto felice e a volte molto triste, ma è già tardi per tutte quelle cose, e poi come dice Guccini  "…e rimpiangere, rimpiangere mai".

merry christmas #4

Ebbene si, il QUARTO natale di questo blog è arrivato e da brava ciambellina meritevole quale sono ho ricevuto dei regali bellissimi, tra i quali il più meraviglioso in assoluto da parte del ricciolino: il tostapane di hello kitty, il mio sogno proibito!!!
Domani ci sarà il classico ed enorme pranzo dai nonni, i tortellini, il pignoletto di Riosto, la Polpetta con il fiocco rosso al collo, e tutto il resto che fa da annuale contorno.
Seppur in senso molto pagano, adoro questa festa e ci tenevo ad augurare a tutti voi che passate di qua per caso o per affetto,

un buon natale!

Il Natale si è avvicinato pericolosamente e fino a ieri non ci avevo fatto caso, distratta da chissà quali imprecisati pensieri.
Pero’ ho rimediato abbastanza in fretta: ho girato con tattica i negozi del centro e risolto la situazione senza dannarmi e ora sotto al mio alberino sbrilluccicano i pacchetti destinati al ricciolino, alla mamma, alla Sara e alla Polpetta.
Bologna a Natale è particolarmente bella, anche quando sono in motorino e il freddo mi punge le guance e mi fa lacrimare gli occhi, non riesco a smettere di guardarmi intorno e stupirmi delle luci, degli angoli, dei palazzi.
Di tutti i posti del mondo a volte mi pare che potrei vivere solo qui, anche se non c’è un vero motivo e anche se probabilmente è solo una convinzione scema.
Comunque sono giornate felici. L’altra sera sono andata con il bellino al cinema a vedere Memorie di una geisha, ed eravamo contenti come due piccioncini smielosi. In piu’ respiro, leggo, esco, e insomma, ho capito che non c’è da fare troppo i fighetti con la vita.

capelli, brilli e pigrizia

Ieri mi sono tagliata i capelli corti e mi sono sentita subito meglio, perchè vedere cadere le ciocchette è come fare un reset, dà un vago ed inspiegabile senso di sollievo.
Sono uscita da Galleria Cavour saltellando e appiccicando il naso alle vetrine ricchissime di Cartier, Luis Vuitton e Bulgari, tutte oro e lusso sfrenato, sognando di farmi ricoprire di brilli come la Comtesse Ljuba Rizzoli sulle pagine di Vanity Fair.
So che non scrivo da qualche giorno, ma ci ho provato moltissime volte senza riuscirci. Iniziavo post noiosi e poi per buongusto li cancellavo immediatamente, evitando di intasare il blog di inutilità peggiori di quelle che già ci sono. Non che non succeda nulla, ma non sono capace di raccontare, non ne ho voglia e non mi riesco a concentrare sui fatti.
Sto passando giornate pacifiche, che mi scappano dalle mani in un battito ci ciglia, senza traumi, senza emozioni entusiasmanti, sfighe, o fortune inaudite.
Da lunedi devo mettermi a studiare Storia del Mediterraneo e ne ho persino voglia, o per lo meno ho voglia di andare tutti i giorni in università a gironzolare con il mio tipico fare da ciambella tra la sala studio e il Caffè dei Servi.
Mi sono accorta che è stato un bene non cercare un lavoro per questo natale, sono stanca, sfaticata, pigrissima,e dei soldi non mi importa nulla.

Chiunque voglia la Polpetta sindaco di Bologna può votarla
in questo discusso (e discutibile) sondaggio .

il mattino ha l'oro in bocca

Che meraviglia svegliarsi la domenica mattina con i tuoi che litigano. Grazie al cielo ora sono usciti, ma la giornata è iniziata subito male.
Io penso che non mi sposerò mai. Se pensassi ad esempio di dover passare il resto della mia vita con un uomo come mio padre credo che finirei sulle pagine di cronaca nera. 
Appesa in camera ho un’enorme margherita di pelusche che mi ha regalato il ricciolino ieri pomeriggio, la margherita sorride e fa un po’ sorridere anche me nonostante il malumore. Penso che ora mi vestirò veloce, salterò sul mio motorino e scapperò in centro a fare incetta di bologna natalizia, cosi, per tentare di recuperare il deficit .
Magari metterò nelle cuffiette i Cure, e camminerò come il cantante dei Verve nel video di Bitter Sweet Simphony, o forse semplicemente mi aggirerò con fare da ciambella per le vetrine costose del centro.
Di sicuro devo uscire di qui, e anche presto.

con la testa in vacanza

So che dovrei in qualche modo vergognarmene, ma è sabato e risuona per tutta la casa Picture Of You dei Boyzone, canzone dei miei tredici anni, quando Ronan Keating mi pareva un’incarnazione divina.
Stamattina mi sono svegliata senza il mal di testa, mi sono infilata la mia sciarpa di lana celeste, le mie nuovissime scarpine azzurre, l’ipod in tasca, e ho portato al parco la Polpetta.
Il cielo è limpido dopo giorni e giorni di grigio, e io dovrei cominciare a leggere Potere e Oligarchie di Michels per l’esame di Sociologia della comunicazione, ma mi sento già in vacanza. D’altronde se non fosse cosi, non ascolterei i Boyzone.
Ho voglia di prendere un caffè col ricciolino in un bel bar del centro, di quelli con i divanetti imbottiti come il RosaRosae e magari di aggirarmi per i banchetti natalizi. E poi il 15 si laurea Chiara e probabilmente ci sarà una festa, con la Silvietta invece si progetta una cenetta nel monolocale e io ho voglia solo di pensare a queste cosine e staccare il cervello da qualsiasi impegno VERO.