capelli, brilli e pigrizia

Ieri mi sono tagliata i capelli corti e mi sono sentita subito meglio, perchè vedere cadere le ciocchette è come fare un reset, dà un vago ed inspiegabile senso di sollievo.
Sono uscita da Galleria Cavour saltellando e appiccicando il naso alle vetrine ricchissime di Cartier, Luis Vuitton e Bulgari, tutte oro e lusso sfrenato, sognando di farmi ricoprire di brilli come la Comtesse Ljuba Rizzoli sulle pagine di Vanity Fair.
So che non scrivo da qualche giorno, ma ci ho provato moltissime volte senza riuscirci. Iniziavo post noiosi e poi per buongusto li cancellavo immediatamente, evitando di intasare il blog di inutilità peggiori di quelle che già ci sono. Non che non succeda nulla, ma non sono capace di raccontare, non ne ho voglia e non mi riesco a concentrare sui fatti.
Sto passando giornate pacifiche, che mi scappano dalle mani in un battito ci ciglia, senza traumi, senza emozioni entusiasmanti, sfighe, o fortune inaudite.
Da lunedi devo mettermi a studiare Storia del Mediterraneo e ne ho persino voglia, o per lo meno ho voglia di andare tutti i giorni in università a gironzolare con il mio tipico fare da ciambella tra la sala studio e il Caffè dei Servi.
Mi sono accorta che è stato un bene non cercare un lavoro per questo natale, sono stanca, sfaticata, pigrissima,e dei soldi non mi importa nulla.

Chiunque voglia la Polpetta sindaco di Bologna può votarla
in questo discusso (e discutibile) sondaggio .

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