di un articolo

Scalfari ha scritto su Repubblica un editoriale particolarmente bello, ve ne incollo una parte qui sotto, ma l’articolo intero (che merita veramente) lo trovate cliccando su questo indirizzo: 
http://www.repubblica.it/elezioni-2006-11/scalfari-italia-spaccata.html

"…Metà dell’Italia e forse anche più non si fida dello Stato. Quella è la vera questione di questo paese: non è la questione settentrionale e neppure quella meridionale, ma è la questione dello Stato. Gli italiani non se ne fidano. Invece gli inglesi sì, i francesi sì, gli scandinavi sì, i tedeschi sì e anche gli olandesi, anche i belgi, anche gli austriaci. Del loro Stato si fidano. "My country". In Gran Bretagna, che è il paese più liberale del mondo, i cittadini si chiamano sudditi tanto è il rispetto che hanno del loro Stato.

 Di quale nazionalità sei? Ti rispondono: Sono suddito inglese. Con orgoglio. Nello stesso modo, con lo steso orgoglio, un francese ti risponde che è cittadino francese. Da noi non si usa, perché siamo stati per secoli colonia. Vice-reame. Principato tributario dell’Impero. Oppure del re di Francia. Oppure del re di Spagna. Oppure pedina e base della flotta inglese. Oppure il Papa, ma quella è un’altra faccenda ancora più complicata. Lo Stato è il protagonista negativo della nostra storia nazionale. Lui ti vuole fregare e tu lo devi fregare. Cercherai di ottenerne qualche favore, piccolo o grande che sia, ma non ti impegnerai mai con lui, ti impegnerai con chi cercherà di farti avere quel favore e tu apparterrai a lui. Farai parte della sua clientela. Innalzerai la sua bandiera. Non per scelta politica ma per fedeltà alla persona. Eventualmente mascherata da ideologia… "

3 thoughts on “di un articolo

  1. anonimo

    Non ci crederai ma proprio la sera delle elezioni (sì, prpoprio quando si parlava di pareggio) ho pensato che ci vorrebbe uno stato “invasore” a dettare le regole perchè noi storicamente siamo abituati a sottostare e poi pasticciamo: tangentopoli, bazze e controbazze.
    Lo abbiamo nel dna, abbiamo bisogno di qualcuno che ci obblighi a fare, ma soprattutto abbiamo bisogno di qualcuno da fregare e che sia stato o invasore non importa…..bè effettivamente, guardandosi intorno non c’è molto per cui gioire (intendo politicamente) o sono stato l’unico a votare il meno peggio??
    gnbz

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  2. elisina

    io ho votato con piccoli rimorsi di coscienza, non per la coalizione ovviamente ma per il partito. Sono entrata nella cabina e ho comiciato a mordicchiarmi il labbro in cerca di ispirazione divina.
    Poi ho fatto il mio dovere, ma non turandomi il naso.
    Certo non mi entusiasma la politica di oggi, e non ho mai amato particolarmente nessun partito. L’unico partito che amo è il suicidato PCI di Berlinguer, tutto il resto è solo politica moderna e ambigua.
    Pero’ anche nell’ambiguità qualcosa di buono si cava, e ho fiducia nelle persone che ho votato.

    speràgna bàn…

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