Monthly Archives: May 2006

intitolabile

Ultimamente la mia vena letteraria-compositiva è in riposo, diciamo che se n’è andata in vacanza, e il risultato è che scrivo davvero poco e male.
Potrei raccontare del pomeriggio al Parco dei gessi col ricciolino, o della partita di oggi al Dall’Ara con il sole che cuoceva il cervello e l’aria d’estate tutta intorno, ma non mi va, non mi riesce. 
Farei, come troppo spesso ultimamente, un banale elenco di fatti e fattucoli senza riuscire a comunicare un bel nulla e piuttosto preferisco astenermi.
Vorrei solo appuntare a postuma memoria che va tutto piu’ o meno bene, che non ho la forza di volontà per aprire il manuale di Diritto Costituzionale, che fa finalmente caldo e che da quando se n’è tornata a casa mi manca terribilmente Sara, i nostri caffè, le chiacchere sceme.
Del resto ho solo voglie e accumuli di desideri da realizzare, brama d’estate, di colli bruciati dal sole, di birre fredde in piazza Santo Stefano, di mare, di bianco calce.
Null’altro di rilevante.

della prima grigliata dell'anno e di bologna il sabato mattina

Dopo tanto discutere giovedi’ abbiamo finalmente fatto una grigliata a pranzo in un bel parco poco fuori Bologna, con il ricciolino, gièc, e tutti gli altri. Ci siamo fatti fuori qualcosa come 3 kili e mezzo di carne, e io fuochista provetta mi sono ricoperta di cenere e sfinita a forza di lottare con le salsicce e le costoline, pero’ il risultato è stato davvero molto buono.
Appena sono tornata a casa, contenta e puzzosa di affumicato, mi sono fatta una doccia lunghissima e poi ho dormito 12 ore di seguito…credo sia la prova che sto invecchiando.

Oggi è sabato e io sono pronta per il mio solito giretto in centro. Adoro andarci di sabato mattina quando tutto è aperto e in giro c’è pochissima gente. Puoi camminare per via Pescherie senza sbattere contro nessuno e sentirti dentro qualcosa di irreale, come fossi in un mercato del pesce di una città sconosciuta, e puoi comprare il giornale e leggerlo seduta in Piazza Maggiore con il sole che ti batte in testa: nulla al mondo è meglio di Bologna il sabato mattina.

Prima di uscire ecco la piccola rassegna stampa di oggi che include i fischi indecenti ai senatori a vita (io credevo di avere già visto il parlamento toccare il fondo, e invece…) e il teatrino inspiegabile di Alemanno alle Invasioni Barbariche in onda questa sera.

di un rito laico e della soddisfazioni

E’ con grandissima soddisfazione e amore civile che constato l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.
Il migliorista Napolitano va bene, non in quanto migliorista ovviamente, ma perchè è un buon nome in un momento non facile.
Da un lato penso a Berlinguer e mi chiedo cosa direbbe, cosa penserebbe, cosa farebbe, e dall’altro lato mi dico che non bisogna lamentarsi dal momento che qualcuno aveva avuto il coraggio di pronunciare senza vergognarsi l’osceno nome di Gianni Letta.
Meraviglioso poi Calderoli, che afferma di non riconoscere il nuovo PdR.
Del resto in questi giorni ho avuto molte soddisfazioni sia pubbliche che private: leggere le intercettazioni di Moggi e ricordarmi perchè ho iniziato a schifare il calcio, Previti condannato, Previti che entra (e poi esce) a Rebibbia,  Britney Spears che decide di invacchirsi definitivamente facendo un altro figlio, studiare con  dedizione Relazioni Internazionali, uscire con il ricciolino Sara Matteo la Clà eccetera, programmare una grigliata, e via discorrendo.

scarsa produttività

Dalla mia amata aula studio guardo la vetrata che dà sul giardino e mi crogiolo nel silenzio. Per un qualche buffo motivo oggi a studiare qui non è venuto nessuno, ci sono solo io e si sente unicamente il tic tac della tastiera.  Sembra che debba piovere da un momento all’altro e non mi dispiace nemmeno perchè il mio umore è abbastanza buono tanto che  poco fa, piena di propositi positivi, sono persino passata in biblioteca a prendere il libro di Andreatta per l’esame.

Eppure il libro ora è sul tavolo e improvvisamente non ho piu’ alcuna intenzione di aprirlo.  Starei invece ore ed ore a fissare la fontana di pietra  di là dal vetro, che è verde di muschio e sputa piccoli zampilli dove gli uccelli del giardino fanno il bagno. A vederla cosi potrebbe avere quarant’ anni, ma anche cento o mille.  Mi pare bellissima e decadente, come un quadro di klimt che luccica d’oro ma parla di vita e di morte.