Monthly Archives: July 2006

della guerra

Aprendo la pagina online di Repubblica noto con dispiacere che le insulse notizie calcistiche sono ritenute più rilevanti della nuova esplosione di violenza in medioriente.
Retrocessioni giustificatissime, interdizioni, proteste idiote, sono tutti fatti succulenti, lo ammetto, ma il medioriente sta per scoppiare.
Per una volta nella mia vita comprendo e appoggio totalmente le ragioni di Israele.
Le richieste fatte da Olmert sono assolutamente ragionevoli e non si possono negare le provocazioni e gli attacchi di cui il paese è vittima. L’esistenza di una democrazia occidentale al centro di un territorio sempre più schiavo degli hezbollah e dei fanatici religiosi, pare irrisolvibile.
Israele vive circondato da stati che ancora oggi non riconoscono la sua esistenza, che continuamente per bocca dei loro politici minacciano aggressioni, e che nei fatti si armano reciprocamente(i soldi del petrolio fanno miracoli).
Ho enorme simpatia per la causa palestinese, quella dei profughi, delle famiglie, e continuerò ad averla e a dire quando gli israeliani sbagliano o commettono crimini.
Ma non ho alcuna simpatia per i regimi confessionali e guerrafondai, per i fanatismi religiosi, per chi ha iniziato questo conflitto lanciando missili sul confine e assassinando soldati ventenni.
Israele è aggredito, ed è giusto che io lo ammetta, nonostante tutti gli errori che ha commesso in passato.
La Siria dà prontamente il suo appoggio agli Hezbollah, e l’Iran che li ha armati quanto un esercito farà altrettanto: è la scintilla di una guerra, e Olmert sta facendo quel che purtroppo è necessario.
Libano, Siria e Iran credevano forse di trovare un governo debole dopo la perdita di Sharon, e quindi nonostante il mio odio per le guerre e la violenza mi trovo a dire che la mano pesante è necessaria, la pioggia di missili su Beirut è anch’essa nonostante tutto necessaria, quando sei palesemente aggredito e viene minacciata la tua esistenza.

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il cielo sopra Berlino

Quando il cielo sopra Berlino s’è tinto di rosa ho pensato che doveva essere il segno inequivocabile di qualcosa di buono. E’ stata una nottata memorabile, la partita mi ha fatta quasi crepare di cuore e Bologna era stupenda piena di bandiere e di gente felice, nuda, ubriaca.
Sono davvero ricordi da aggiungere alla Lista delle liste queste notti mondiali che ci hanno resi campioni del mondo.
Ho scattato qualche foto con il cellulare di dubbia qualità, le metto qui a eterna memoria.

  

 

ELISA: NOVE ESAMI IN NOVE MESI

Ho passato anche l’ultimo esame di quest’anno, il nono, ho la coscienza bianca candida e mi aspetto che da un momento all’altro la mia faccia compaia su uno di quegli orribili cartelloni pubblicitari che promettono risultati universitari brillanti in un battito di ciglia.
Tutto questo autocompiacimento mi impedisce di percepire la differenza tra un giorno qualsiasi e questa domenica mattina, in fondo ormai sono in vacanza e posso sempre svegliarmi con calma, leggere il giornale con davanti la mia tazza di latte freddo, gironzolare per negozi senza concludere nulla.
Nei momenti di maggior serietà conto con le ditine quanti esami mi mancano e mi sento strana.
Ma lasciando perdere l’università oggi è un giorno specialissimo, stanotte ci sarà da sognare, e Miss Pinky (la mia iPod rosa) è già impostata sulla playlist FIFA WORLD CUP ’06 che prevede irrimediabilmente UN’estate italiana ogni due canzoni.

notti magicheeeeee inseguendo un gooooolll sotto il cielo di un'estateee italianaaaaaa


Madonna che partita. Una notte magggica meravigliosa, di quelle che ti fanno quasi crepare di cuore come se per quei 120 minuti non esistesse nient’altro che quel campo, quella partita, quel mondiale.
La mia previsione (fatta in tempi non sospetti, lo giuro!) che questa italia sarebbe andata in finale si è realizzata miracolosamente, e oltretutto con la goduria suprema di aver eliminato una Germania arroganterrima, così imbecèl da affermare la necessità di boicottare la pizza.
Cruccolandia ci aveva promesso l’inferno: io per una volta non ho provato la minima pietà del dolore altrui, e in mezzo alla bolgia isterica del Bar Ciccio, ho urlato e saltato e sono quasi morta stecchita, e intorno nessuno capiva piu’ niente per l’emozione.
E’ stata una partita bellissima, bella come l’esultanza di Grosso che aveva qualcosa di antico, senza supponenza da giocatore miliardaro, bella come le parate del miglior portiere del mondo (e in gattabuia ce lo mettiamo poi eh…), bella come la bambina vestita d’azzurro che si copre gli occhi con le manine e spalanca la boccuccia per la suspence, bella come una notte mondiale in cui scendi veloce da San Mamolo e ti immetti nel fiume verdebiancorosso dei viali e ridi e ridi e ridi…
E come nel miglior climax ha segnato anche il depresso, rendiamoci conto di che serata meravigliosa.