…Then you showed me Mars through your telescope…

Fuori brilla una giornata di sole tiepido, Sara è tornata a Bologna e io non riesco a cavarmi dalla testolina la melodia incalzante di Grace dei Supergrass.
Oggi mi sento realmente felice, mi sento come se avessi davanti centomila grandiose possibilità solo per il fatto di avere ventidue anni, un motorino nero e una manciata di persone a cui volere bene.
E’ uno di quegli attimi meravigliosi e brevissimi in cui ti sembra che niente al mondo possa costituire un problema, in cui ti senti stupidamente onnipotente, ma solo nel senso di saper desiderare unicamente cio’ che puoi avere (il che è una furbata, chiaro).
Tra cinque o sei secondi tutto tornerà nella norma e mi affliggero’ pensando al corso di spagnolo, a macroeconomia, e a tutto le menate del quotidiano che sarebbe di cattivo gusto elencare, ma non importa.
Seduta con Sara al tavolino di un bar qualsiasi di Strada Maggiore, a raccontarci le scemenze e le cose importanti dei due mesi appena passati, mi sono accorta che non mi serve molto altro.

E poi stasera vado al cinema col ricciolino a vedere i super pirati dei caraibi…

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