Monthly Archives: December 2006

dell'intelligenza politica (quando manca)

Stanotte è stato giustiziato Saddam Hussein, io sto andando al lavoro e non ho tempo di dire quello che penso, ma ho appena letto su Repubblica un articolo di Vittorio Zucconi che è come se l’avessi scritto io se ne fossi in grado…per cui ecco il link
http://www.repubblica.it//esteri/iraq-104/zucconi/comme-zucconi.html

di una cenetta

silvia ed ioAncora sole e un bel freddo finalmente invernale, io mi sveglio e riguardo le foto della bella cenetta di ieri sera a casa di Luis con Silvia, Martina, Alessio, Gièc e Andrea.
E’ stato divertente improvvisarsi cuochi, e cenare raccontando a Martina migliaia di spassosi aneddoti della peggior specie di cui alcuni anche piuttosto cinematografici…
Da annoverare restano: la super fontana per torta testata in vista di capodanno, Silvia che non riesce a decidere con chi passare il 31 dicembre, l’insalata di pollo di Luis, gièc che non ha il senso del tempo che passa e le pennette al salmone.
Ora esco, raggiungo Silvia e Martina in centro e già mi sembra di sentire il sapore del caffè…

vigiliaaa

E’ la Vigilia di natale, io accendo candeline in attesa di una bella cena piena di salmone, gamberi e altre meraviglie e sono contenta che il mio stomaco abbia finalmente deciso di riprendersi dalla bella serata di venerdi con Silvia Luis e Stefano.
Abbiamo riso moltissimo, e bevuto un pelo troppo, sono tornata a casa alle 4 e mezzo e mi sonoelisilvialuis addormentata vestita, stringendo tra le mani il sacchettino rotto del test alcolemico usa e getta
A pensarci sarebbe una scena perfetta per uno di quei film denuncia sulla condizione dei giovani se non fosse che per 359 giorni all’anno conduco la vita più noiosa e regolare del mondo!
Poi la mattina mi sono svegliata alle 8 con una nausea tremenda, un mal di gola tremendo, un mal di testa tremendo, e ho spergiurato che non avrei bevuto mai piu’.
Solo oggi m’è passato tutto e sono super predisposta alla cena di stasera, al pranzo di domani dai nonni e allo scambio dei regali.
Perchè anche se splende il sole e non nevica, e nonostante sia stata informata da ben 12 anni che Babbo Natale non esiste, tutto cio’ continua ad esercitare su di me un gran fascino…

Tanti auguri a tutti!!!

applausi pliiizz

Signore e signori,
posso annunciare ufficialmente che questo blog ha appena compiuto 4 anni.
Applausi plizzz.

E’ l’una e cinque del ventuno dicembre duemilasei e urge un brindisi, ma prima sono in dovere di annotare per i posteri che dopo dieci minuti di invani e confusi tentativi di aprire la bottiglia del bailey’s  ho convenuto di ripiegare su un amaretto qualsiasi.
Cosi’ ora bevo lentamente e schiocco la lingua sul palato soddisfatta del misto dolce-amaro del liquore, e intanto penso al giorno che ho iniziato a scrivere qui sopra che mi sembra sperduto nella nebbia della memoria, come irragiungibile.
Migliaia di fatti, fattucoli, infatuazioni, aneddoti, desideri, scelte giuste o sbagliate, libri, persone, sogni, delusioni, canzoni, e tutto per ritrovarmi qui stanotte senza un briciolo di sonno e una marea di sogni da sedicenne…che traguardo!
In realtà se mi concentro tantissimo (ma proprio tantissimo) mi viene in mente che millequattrocentosessanta giorni fa ero una svogliata liceale mentre ora mi mancano una manciata di esami alla laurea, ma è come se non fosse cambiato molto, somiglio incredibilmente alla me stessa di ieri.
Caro il mio blog, ti chiedo scusa per tutte le futilità di cui ti ho riempito e mi dispiace tanto se invece di diventare una promettente intellettuale o una spericolata viaggiatrice ti ho condannato ad un destino di scemate e resoconti di avventurette da ciambella.
Ora che ho brindato al mio blog e mi sono scusata con lui, è forse ragionevole che io mi metta a letto, mi legga qualche pagina di Pessoa e poi tenti di dormire sperando in uno di quei sogni di zucchero a velo che fanno svegliare allegri.

l'anno dei brilli

Se potessi decidere esattamente cosa fare nei prossimi giorni agirei in questo modo:
mi chiuderei in casa a dormire e bere latte parzialmente scremato per due giorni interi, poi riprese le forze mi darei a folli nottate di bagordi piene di waikiki e di balli dementi, e farei tardissimo come non faccio da un bel po’.
Però per ora n’est pas possible, così faccio la brava in attesa di un esame che non passerò mai e proseguo col mio lavoretto natalizio di hostess Wind.
Un paio di giorni al Mediaworld mi hanno trasformata in una specie di sorridentissima signorina da pubblicità con addosso una gonnellina perbene e delle scarpette perbenissime, immersa in un mondo materiale di promozioni, convenienza e vendite esorbitanti.
Ho visto gente comprare come niente cellulari da 300 euro a dei bambini di undici anni, e altri chiedere finanziamenti dilazionati per avere l’ultimo modello in voga senza poterselo permettere. 
Possibilità personali a parte, nel complesso tutti vogliono comprare, spendere e trovare felicità negli oggetti… ed è una cosa che in fondo facciamo abitualmente, ma vederla in dimensioni cosi megascopiche fa una certa impressione e un pelo paura.
Me ne stavo li’ con la mia camicetta bianca addosso e mi chiedevo se era accettabile tutta quella brama folle di oggetti costosi che neanche ci servono. Voglio dire: è normale essere felici di possedere qualcosa di bello, il desiderio del bello e del miglioramento tecnologico ha mosso il mondo, ma così sembra davvero troppo…è un disturbo compulsivo collettivo. 
Comunque seppur alimentato dal lurido consumismo della società, è un lavoro non male e questo per me è un periodo felice. Faccio sogni felici che ricordo anche da sveglia, e quando cammino per la strada mi sembra di amare tutto e tutti, anche la gente ferma con me al semaforo rosso.
E’ come se stesse per iniziare un anno di brillantini e stelle.

la polpetta crede in cose solide

Io capisco tutto, sono molto molto comprensiva, ma la gente che piange Pinochet perdio NO!
L’unico rammarico che tale mancanza puo’ scatenare è il pensiero irritante che non sia avvenuta prima. Comunque questa è solo la riprova che il mondo è pieno stracolmo di pazzi, di ignoranti e di gente che vuole credere in qualcosa, qualsiasi cosa.
La Polpetta a guardar bene è molto più intelligente di molti umani: ha in testa una mappatura completa e dettagliata dei punti della casa sotto cui passano i tubi del riscaldamento e passa il tempo dormendoci sopra. Inoltre le uniche cose in cui crede sono solide e sensate: la sua Elisina, la pappa, e l’odio assoluto per la beegle cicciona del palazzo di fronte… Lo trovo ammirabile!
Intanto continua a splendere il sole e inizia a fare freddino, lo spirito natalizio mi pervade e mi piace girare a vuoto per il centro in cerca di regali.
Il più delle volte non compro assolutamente nulla, ma impazzisco d’amore davanti alle vetrine scintillanti e ai profumi di festa che si diffondono in qua e il là.
Con in tasca l’iPod rosa che canticchia mi viene voglia di improvvisare un valzer viennese che non so assolutamente ballare, e non lo faccio solo per pudore.

una stellina di strass

Pigiama rosa, the Universal dei Blur nelle cuffiette, la Polpetta che dorme e sogna di giocare con i suoi amici cagnetti…
Ecco, dopo una settimana di sclero pura, di letture furibonde, di ansie da esame, da lavoro, da vita, questa semplicissima sensazione di tranquillità mi pare quasi un paradiso.
Il fatto è che negli ultimi giorni problematiche del quotidiano che alla luce del sole apparivano banali o risolvibili, la notte tornavano a terrorizzarmi tutte insieme e si ficcavano in un punto esatto tra il collo e il cuore, soffocanti e irrimediabili.
A pensarci bene l’ultima volta che mi sono sentita cosi dovevo avere circa 12 anni e lo spauracchio tanto temibile da causare pianti e mal di pancia era l’interrogazione di matematica…si vede che nonostante siano passati dieci anni non è cambiato granchè!
Comunque dopo una manciata di nottate insonni questo pomeriggio ho dato l’esame e ho troncato alla radice il resto che poteva esser troncato, cosicchè ora mi sembra d’esser rinata. Respiro e finalmente mi riesce senza sforzo, miracoloso.
Dopo aver riempito il foglio d’esame con migliaia di fattucoli della politica irachena, sono stata a Santa Lucia col ricciolino e sono tornata a casa con degli orecchini argentati sbrilluccicanti  e un cerchietto con sopra una stellina di strass… 
Che poi è come dire: la ciambellina torna nel suo mondo dei sogni, au revoir!