Monthly Archives: January 2007

gran furbata

Nel calduccio rassicurante della mia camera risuonano le note al pianoforte dello straordinario Giovanni Allevi, e circondata dalla melodia dolcissima di Ti scrivo lascio che scivoli fuori dalla mia testolina tutto quel che è di troppo.
E’ uno di quei momenti in cui ho la netta sensazione che in un modo o nell’altro andrà tutto bene.
Intendo in generale, della mia vita, dei miei sogni, di quel che mi aspetto e non avro’, e di quel che capiterà senza che io me lo sia aspettato.
Sarebbe davvero grandioso sentirsi sempre così, addormentarsi sognando viaggi infiniti chissà dove e  immaginandosi un futuro formato telefilm, senza quella detestabile sensazione di ineluttabilità con la quale ho imparato mio malgrado a convivere.
Vorrei davvero che le cose andassero come in questo istante mi sembra debbano andare: la laurea, le città da vedere, il lavoro, l’intera scala cromatica dei sentimenti… tutto insomma.
Non so di preciso cosa mi abbia fatta diventare cosi’ pensierosa sul futuro, ma so per sicuro che una volta non lo ero.
D’altronde, se lo fossi stata, non avrei di certo lasciato per ultimi gli esami di economia.

weekend modenese

Ho rimesso piede nella mia cameretta adorata dopo un bel weekend passato a Modena per festeggiare il compleanno di Stefano.
Sono stanchissima ma contenta, mi riguardo le fotografie che abbiamo scattato e penso che è stato tutto davvero bello: l’aperitivo seduti in Piazza Grande ai tavolini del Caffè Concerto, la cena, i vini rossi nei bicchieri di cristallo, la macroeconomia confusa, le discussioni inconcludenti fino alle 4 del mattino con gli occhi che si chiudono, guardare Petrolio che Uccide e ridere come scemi, svegliarmi con il gatto chicco in faccia, gironzolare per Modena scattando foto, e persino prendere il trenino…
Da domani riprendo le mie faccenducole ordinarie, ma se anche per poco, ho staccato da tutto con una certa soddisfazione…

della RuscoTerapia

Sto leggendo Confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull di Thomas Mann e sono in rinnovamento.
Per prima cosa ho comprato per la mia camera delle belle tende gialle che filtrano la luce e mi mettono il buonumore, poi ho buttato tre interi sacchi di oggetti che consideravo essenziali e che assolutamente non lo erano, ho messo in ordine le centinaia di libri che avevo ammonticchiato ovunque e ho svuotato il computer da migliaia di files d’ogni tipo.
Il fatto è che sono sempre stata una allucinante conservatrice di qualsiasi cosa, ma comincio ad essere grandicella e finalmente posso permettermi di dimenticare fatti e di liberare cassetti.
Sono andata avanti a riempire i sacchi neri della spazzatura fin quasi a mezzanotte e alla fine di tutto mi sono sentita incredibilmente soddisfatta e leggera: ci sarebbe di che inventarsi una terapia psicologica!
Domani ho una giornata che dire intensa è un eufemismo, anzi, per essere precisi ho davanti un intero mese da delirio, ma non mi va di starci a rimurginare sopra (ultimamente ho una spiccata inclinazione ad angosciarmi per niente) e la cosa migliore è uscire un po’, stancarmi, e possibilmente addormentarmi senza le solite smanie organizzative notturne.
Perchè purtroppo la notte, appena spengo la luce, nella mia testa inizia una frenetica e delirante pianificazione di esami, appuntamenti, ricevimenti di professori, tesine di laurea, crediti formativi da accumulare, complicate strategie da attuare per passare esami di economia…. a cui possibilmente incastrare lavori con cui guadagnare una montagna di soldi da sputtanare in vacanze mirabolanti e arredamento ikea.
Sono stanca di tutti questi calcoli tattici pre-sonno…una camminata per le vie fredde del centro ed una birra  forse possono salvarmi.

lazy lazy lazy afternoon…

Wow…
In questo preciso momento dovrei essere al lavoro, a fare la promoter per Mediaset (…si…Mediaset…), e invece per un meraviglioso disguido mi hanno detto che l’agenzia aveva sbagliato giorno e potevo andare via.
E’ davvero bellissimo essere pagati per stare a casa! Sul serio, è eccitante.
Prima di tornare però, presa dall’entusiasmo per la fortuna capitatami, mi sono fermata a guardare qualche negozio e ho comprato un regalo per il ricciolino.
Ora mi si prospetta un lazy lazy lazy afternoon, come in quella canzone che si sente sempre di sottofondo ad una pubblicità, e io ne ho voglia e anche bisogno.
Per fare una cosa fatta bene potrei ficcarmi sotto al piumone azzurro dell’ikea e fare finta di avere 6 anni, l’influenza e nessuna responsabilità
Oppure, se non fossi la ciambella che sono, potrei persino fumarmi una sigaretta, mettere su un disco dei Devo e sbevacchiare un Martini. Ma per una ciambellina non fumatrice che ogni tanto ascolta ancora i Lunapop diciamo che non è il caso: mi accontenterò di annoiarmi un po‘.

sono una struggitrice di professione

Lancio uno sguardo di sottecchi al calendario di HelloKitty che mi ha regalato Sara per natale, percepisco che le prossime due settimane saranno una specie di Campagna di Russia in miniatura e torno a fissare lo schermo luminoso del computer con un misto di angoscia ed eccitazione.
L’agenzia di Torino per cui lavoro continua a propormi lavoretti che non posso rifiutare, ho gli esami di spagnolo al Cilta, quello di macroeconomia all’università, una bella festa di compleanno e svariati impegni minori.
Lo so che la gente adulta ha una vita ben più stressante della mia, però sto quasi per rivalutare la routine da liceale, con quei bei pomeriggi ovattati in cui potevi permetterti pisolini lunghissimi e persino il lusso di annoiarti.
A parte tutto è un momento di quelli buoni: in testa mi ronza il refrain martellante di Ever fallen in Love dei Buzzcocks, il cuore batte più del solito, con Stefano immaginiamo per telefono viaggi mediorientali, l’esame di dicembre è andato alla grande, e Bologna alterna bellissime mattinate di sole a suggestivi pomeriggi impastati di nebbia.
Forse è un controsenso ma, nonostante l’elenco positivo, avrei voglia di fare uno zaino e partire per un posto qualsiasi, stare via fino a sentire la nostalgia di casa e poi tornare per trovare ancora più bello tutto questo.
La verità è che sono cresciuta a romanzi francesi ottocenteschi ed ho un animo orribilmente romantico.
Ho sempre cercato cose per cui struggermi d’amore, persone posti sensazioni ricordi.
Per esempio trovo che Bologna d’inverno sia bellissima, eppure mentre cammino per il centro penso a quanto sarei felice se fossi seduta al tavolino di un bar di Istanbul. Ho nostalgia sopratutto di cose che non ho mai visto nè vissuto.
Sono certa che se fossi realmente seduta al tavolino del maledetto bar di Istanbul starei scrivendo su un quaderno patetiche dichiarazioni d’amore al mio quartiere, a Bologna e all’Italia tutta.
Sono una struggitrice di professione, una malinconica senza rimedio (me ne compiaccio persino), ma già che io lo ammetta è meglio di niente…

goodbye duemilasei

E’ la decima volta che inizio questo post e lo cancello. Avrei voluto che fosse una sorta di memoria postuma del duemilasei appena finito, ma per una strana ironia quando le cose da dire sono troppe si finisce per non riuscire a dire un bel niente.
Non è che siano successe cose sensazionali e come ho scritto molte volte per un sacco di tempo mi sono sentita come sospesa in un vuoto galattico, eppure è ugualmente impossibile riassumere tutto in qualche riga di sintesi.
Da agosto in poi però le cose sono cambiate…Guardo le fotografie e mi accorgo che sono piene di colori come se avessi ricominciato a vivere a colori pure io. E’ un buon segno direi.
Ho dato esami, lavorato, ballato fuori ritmo, cantato stonatissima in motorino, iniziato a volere bene ad alcune persone, imparato cosa si prova quando qualcuno non c’è più, saltato lezioni, e fatto molte fotografie.
Penso saranno loro, molto più delle parole, a ricordarmi questo duemilasei cosi strano ma tranquillo.
La serenità è un lusso assoluto e come tutti i lussi la si prende in considerazione solo se manca, ma io l’ho capito e non voglio fare l’errore di dire che mi è mancato qualcosa.
Ho avuto tutto, ringrazio cortesemente e per il duemilasette chiedo solo un sottofondo dei Belle & Sebastian e colori accesi, se possibile.