Monthly Archives: April 2007

varie et eventuali

Sentirsi precisa precisa come dentro un quadro di Musante.
Ascoltare 100 volte di seguito le stesse canzoni.
Fissare il libro di statistica senza mettere a fuoco le lettere, perdendosi in immagini e pensieri che farebbero rabbrividire un adolescente.

Ascoltare quel verso che dice There’s too much love to go around these days…, e avere l’impressione di capirlo per la prima volta.
Esplorare la facoltà dai sotterranei alle torrette con un qualcuno che soffre di vertigini , e sussultare per ogni misteriosa scoperta.
Girare in motorino per Bologna con una maglietta a maniche corte e quella gonnellina che avevi comprato due mesi fa come gesto d’ottimismo.
Ricevere un regalo che diventa una delle cose a cui tieni di più.
Sapere che domani mattina farai il tuo classico giro per per il centro del sabato, un must assoluto.
Decidere che domenica, invece, ti sveglierai e farai una torta al cioccolato.
Sapere che hai davanti due serate di tutto rispetto.
Compiacersi di avere carta bianca su certe domandine.
Non dimenticare che hai un desiderio da esprimere.

ask me

Shyness is nice and
Shyness can stop you
From doing all the things in life
You’d like to

Shyness is nice and
Shyness can stop you
From doing all the things in life
You’d like to

So, if there’s something you’d like to try
If there’s something you’d like to try
Ask me I wont say no, how could I?

Coyness is nice, and
Coyness can stop you
From saying all the things in
Life you’d like to

So, if there’s something you’d like to try
If there’s something you’d like to try
Ask me I wont say no, how could I?

Spending warm Summer days indoors
Writing frightening verse
To a BUCKTOOTHED girl in Luxembourg

Ask me, ask me, ask me
Ask me, ask me, ask me

Because if it’s not Love
Then it’s the bomb, the bomb, the bomb,
the bond, the bomb, the bomb, the bomb
That will bring us together

Nature is a language – can’t you read ?
Nature is a language – can’t you read ?

So, ask me, ask me, ask me,
Ask me, ask me, ask me

Because if it’s not Love
Then it’s the bomb, the bomb, the bomb,
the bomb, the bomb, the bomb, the bomb
That will bring us together

If it’s not Love
Then it’s the bomb
Then it’s the bomb
That will bring us together

So, ask me, ask me, ask me,
Ask me, ask me, ask me
Oh, la…

ASK- THE SMITHS

Sveglia un quarto a mezzogiorno

Sveglia un quarto a mezzogiorno, leggermente intontita dopo una notte di sogni fitti iniziata alle 5 del mattino e finita solo una frazione di secondo prima di aprire gli occhi.
Ho dovuto concentrarmi un pochetto per distinguere le cose sognate da quelle vere, rigirandomi per un tempo indefinito nel tepore del letto, e infine mi sono alzata con la speranza infantile che fuori dalla finestra ci fosse il sole. E c’è.
Non so se sia indice di qualcosa il fatto di comprare un giornale al mattino e di leggerselo a notte fonda per addormentarsi, ma sono certa che se mai fosse indicativo di qualcosa sarebbe di sicuro qualcosa di buono.
Da annotare la visione in sequenza di Mediterraneo e Il deserto dei tartari, il mio sonno, le fotografie, fare spese con Sara e Matte, l’eccellente l’inversione a U in via Irnerio, e tutto il resto.
Per quanto da questo stupidissimo riassunto non sembri affatto, sono giornate poetiche e felici, un po’ come a esser dentro al testo di Tonight tonight.

Sonate vom guten Menschen

Ho in testa un sovraffollamento di pensieri, sono distratta e vergognosamente allegra, e se nel bel mezzo di questo caos non trovo entro breve la volontà di darmi da fare per la tesi e gli ultimi esami, le cose si metteranno malissimo.
Ho visto al cinema Le vite degli altri, davvero bello, inoltre sto leggendo Nord di Céline e come disse qualcuno "Non rompetemi i coglioni che leggo Céline".
Si lo so, è un vecchiaccio filo-nazista, cattivo, antisemita, e che usa una punteggiatura da pazzo, però non ci posso fare nulla se ne sono attratta e mi fa ridere.

E comunque qui succedono cose sempre più assurde, e se Sara dice che sono più bella del solito le credo, perchè quando le persone sono felici sono più belle per forza.
Mi hanno regalato una macchina fotografica usa e getta da due soldi e io l’ho ficcata nella borsa e ogni volta che incontro qualcuno a cui tengo lo immortalo a imperitura memoria di queste giornate dolci.
Finito il rullino le farò sviluppare e metterò le più belle tutte insieme in un quadro, e così avrò davanti in un colpo d’occhio tutti i pezzettini del mio cuoricino. E nessuno rida!

Quando a inizio anno ho fatto esplicita richiesta di colori accesi e di un sottofondo dei Belle & Sebastian, non avrei mai, mai pensato, che sarei stata ascoltata così alla lettera.

succede

Succede che iniziano a capitarti cose strane, coincidenze che producono effetti inaspettati, e che cominci a sentirti come dentro ad un telefilm americano di quelli che fanno al pomeriggio.
Succede che conosci persone che non credevi avresti conosciuto mai.
Succede che bene o male ti comporti da sedicenne.
Succede che ti insegnano a giocare a poker e vinci 55 centesimi con una misera doppia coppia.
Succede che ti arriva per sbaglio un fax in inglese con cui una scuola tedesca prenota una cena per 15 studenti.
Succede che gli rispondi con una email molto cortese dove indichi il numero giusto del ristorante e gli fai i migliori auguri per il viaggio, e poi succede che ti arrivi una risposta in cui ti chiedono di fare da guida per Bologna a questa sottospecie di scolaresca dal 10 al 12 di maggio.
Succede che getti uno sguardo al calendario di Hello Kitty che t’ha regalato Sara e vedi in corrispondenza dell’11 di maggio la scritta cubitale ESAME STATISTICA.
Succede così che non succede un bel niente, ma comincia a venirti l’idea che ti accadano cose strane.
Succede che, come non bastasse, ti sei messa a rileggere Kerouac e ti viene voglia di fare uno zaino con dentro poco e di partire per chissà dove.
Succede poi che vedi qualcuno, che non esiteresti a definire te stessa, nascondere pacchetti regalo in mezzo ai fiori, e scendere poi ad una velocità irresponsabile da Villa Aldini con addosso la sensazione di essere felice.
Succede che fatta la prima curva, strizzando gli occhietti per il troppo sole, ti si profili davanti lo skyline tutto bolognese di tetti e chiese, e succede che pensi che se fosse per te, da qui non te ne andresti mai mai mai.
Succede che non hai per nulla voglia di studiare ma lo fai quasi diligentemente, che non hai voglia di dormire nè di altro, e succede che non ti ricordi nemmeno più cosa volevi dire quando affermavi di sentirti sospesa nel vuoto, ora che ti senti così bene.
Succede che non sarebbe neanche tutto qui, a dire il vero, ma pensi che per la te stessa del futuro basterà e decidi che in fondo basta anche per la te stessa di oggi.

 …I heard it from a friend
 The Revolution never happened
 Sigh
 A little die
 No more a child
 Goodbye…

Over And Over Again (Lost & Found)
Clap your hands say yeah!

I don't know if you're looking for romance or / I don't know what you're looking for

Ascolto in cuffia ad un volume indegno la bellissima i bet you look good on the dancefloor degli Arctic Monkeys e canticchio il testo ridacchiando tra me e me come una completa deficiente.
Mi sono imposta una serata di casalinga meditazione dopo l’ennesimo increscioso susseguirsi di rientri a notte fonda e sveglie alla mattina presto, ma a quanto pare la mia voglia di meditare rasenta miseramente lo zero.
Ieri notte mi sono ficcata a nanna alle tre e mezzo dopo una allegra serata al Pickwick, stamattina il trillo maledetto ha colpito alle 8 e cinquanta, e nonostante sapessi che mi aspettavano nove ore di simil-lavoro ero dannatamente contenta.
E in effetti sono stati tutti terribilmente carini, mi sono quasi divertita e ho sorriso a qualunque essere vivente sia entrato nella mia orbita.  Ho conosciuto una ragazza ed un ragazzo che stavano facendo piu’ o meno il mio stesso lavoro, e abbiamo pranzato insieme in un bel tavolino all’aperto.
Ridendo con loro, parlottando del nostro incerto futuro da universitari, e mangiucchiando macedonia con il sole dritto in faccia, mi è sembrata estate.
Ho pensato che in fondo non è difficile stare bene con le persone, e che tutto andrà in qualche modo per il verso giusto.
Chiedo un’assoluzione completa, totale, su tutti i fronti. 
Ma nessuno al mondo potrà negarmela dopo aver letto il testo e visto il video della canzone che ho in repeat da un’ora.

Stop making the eyes at me, I’ll stop making the eyes at you
And what it is that surprises me is that I don’t really want you to
And your shoulders are frozen (cold as the night)
Oh, but you’re an explosion (you’re dynamite)
Your name isn’t Rio,
but I don’t care for sand
And lighting the fuse might result in a bang, b-b-bang, go!

I bet that you look good on the dancefloor
I don’t know if you’re looking for romance or
I don’t know what you’re looking for
Well, I bet that you look good on the dancefloor
Dancing to electro-pop like a robot from 1984, From 1984!

I wish you’d stop ignoring me, because it’s sending me to despair
Without a sound, yeah, you’re calling me, and I don’t think it’s very fair
That your shoulders are frozen (cold as the night)
Oh, but you’re an explosion (you’re dynamite)
Your name isn’t Rio, but I don’t care for sand
Lighting the fuse might result in a bang, b-b-bang, go!

I bet that you look good on the dancefloor
I don’t know if you’re looking for romance or….

Oh, there ain’t no love, no Montagues or Capulets
Are just banging tunes and DJ sets and…
Dirty dancefloors, and dreams of naughtiness!

Well, I bet that you look good on the dancefloor
I don’t know if you’re looking for romance or
I don’t know what you’re looking for
Well, I bet that you look good on the dancefloor
Dancing to electro-pop like a robot from 1984, From 1984!

entusiasmi infantili

Di sottofondo, e neanche tanto, "My wandering days are over" dei Belle.
Mi atteggio a divetta viziata, sto seduta in una maniera irriproducibile e mi spennello sulle unghie uno smalto trasparente con in mezzo un putiferio di stelline argentate che nemmeno a 12 anni.  
Ecco, nel mezzo di tutta questa scenetta da telefilm getto uno sguardo d’insieme alla mia ultima settimana e mi sento bene: riassumendo ho lavorato parecchio, studiato poco, fatto tardissimo un paio di volte e dormito pressocchè nulla.
E’ un buffo periodo di entusiasmi infantili, caffè amari, alimentazione casuale, corsette e insonnia pesissima, eppure sto a meraviglia e porto a spasso un paio di guanciotte rosa e due occhietti luccicanti quasi scandalosi.
Scrivo come non scrivevo da secoli, ho voglia di uscire, parlare, vedere posti, innamorarmi di canzoni nuove, progettare viaggi avventurosi che difficilmente farò, tagliarmi i capelli e comprarmi un paio di occhiali da sole per poi non metterli mai.  
Ho ascoltato con apprensione il mio cuore e, meraviglia, è ancora li’.
Qualche mese fa, precisamente la notte del mio compleanno, ho preso in mano un foglio e ho scritto verso me stessa un impietoso j’accuse, crudele a tal punto che nemmeno il mio peggior nemico avrebbe potuto fare di meglio.
In quell’occasione avevo promesso qui sopra che sarei tornata ad essere coraggiosa come in certi momenti gloriosi, come Bismarck davanti al Reichstag, come Julien Sorel nei salotti parigini.
Ebbene, lo so che c’è voluto tempo, ma credo di avercela fatta.