Monthly Archives: May 2007

i superpoteri


…Dressed up to the eyes
It’s a wonderful surprise
To see your shoes and your spirits rise
Throwing out your frown
and just smiling at the sound
And as sleek as a shriek
spinning round and round
Always take a big bite
It’s such a gorgeous sight
to see you eat in the middle of the night
You can never get enough
enough of this stuff
It’s Friday I’m in love…

Ecco, mi piace da morire vedere le giornate farsi più lunghe, e mi piace in questi dopocena caldi mettermi stesa in terrazzo, piedini all’aria, a leggere un libro con il cielo che assume lentamente tinte rosa-arancio.
E in queste giornate allungate e piene di sole sto abusando di caffè in maniera indegna, così dormo pochissimo, studio con ritmi da lager, esco praticamente tutte le sere, mi sveglio presto e poi tutto da capo.
Ho, insomma, una certa cartola da ciambellina cocainomane.
Il fatto è che mi sono prefissata un piano di studio fantasioso che sembra basato sull’ipotesi surreale che un giorno abbia 35 ore, ma va bene così, si rende di più in guerra che in pace.

E poi ogni cosa è al suo posto, ogni singola piccolissima grandiosissima cosa.

e sono tornate anche le lucciole

La domenica mattina è sempre una faccenda un po’ delicata, anche se a conti fatti va tutto a meraviglia è sufficiente un minuscolo errore di valutazione per decidere che sarà una giornata detestabile.
Mi sono appena svegliata e l’orologio segna le undici e un quarto, ma sono ancora intontita e cerco di fare mente locale su che cosa ho combinato ieri e cosa dovrò combinare oggi.
Flash di sogni avventurosissimi mi compaiono davanti agli occhi e così ricordo di aver sgominato un gruppo di assassini motociclisti molto molto cattivi, e la cosa pare avermi succhiato un sacco di energie.
Comunque, pensieri della domenica mattina a parte, ho passato delle giornata dolcissime e felici, delle migliori.
In una notte prima degli esami che sapeva di adolescenza qualcuno ha diviso con me una cioccolata fondente e le stesse preoccupazioni; ho avuto un sabato mattina delizioso tra caffè, feltrinelli e le vie del centro e una serie di serate dense di parole fino alle 3 del mattino.
Tutto questo ha il sapore della birra fredda seduti sul muretto di Piazza Santo Stefano, e i colori di Bologna vista dai colli in un pomeriggio di sole.
Se poi aggiungiamo che ho anche passato l’esame di statistica, allora non c’è domenica mattina che possa rovinare qualcosa.

E’ tutto limpido, sereno, promettente, e non so se dovrei averne timore o spaventarmi, ma non ci riesco.
Mi sembra di essere uscita dal mio baco, di aver aperto delle alucce stropicciate, e di essermi andata a posare esattamente in un posto che fa per me.
Ho spalancato la finestra che dà sul terrazzo, le tende gialle si muovono e io respiro quest’aria che sa di buono pensando che avrei voglia di un gelato alla fragola.
Alle undici del mattino, si.

bombe silenziose..

Mi sono svegliata tardi stiracchiandomi indolente e sono rimasta nel letto a pensare felice per decine di minuti, forse un secolo.  
Poi ho infilato le stesse cose leggere che avevo addosso quando sono tornata a casa intorno alle 3 del mattino, e scortata dalla fedele cagnina ho fatto un giro per il quartiere, comprato il giornale, letto i titoli seduta con il sole in faccia al tavolino di un bel caffè, e infine speso un paio di euro nel negozio del pakistano all’angolo e cucinato per tutta la famigliola.
Il pomeriggio è passato sonnolento su un libro pieno di sommatorie, ed ora sono qui, in pigiama alle sei di sera, a pensare a come uno possa alzarsi una mattina senza aspettarsi nulla, e come possa poi succedergli qualcosa che è più d’una bomba atomica…qualcosa che gli cambia la vita e neppure fa rumore.
E incredibile quante cose possano cambiare in poco tempo, quanti sentimenti, quanti desideri, quante persone, quante prospettive, sia possibile ritrovarsi tra le mani d’un tratto.
Va bene, nei film è sempre tutto velocissimo, le parti noiose vengono tagliate e basta aggiungere sotto una qualche frase del tipo "DUE ANNI DOPO…" per annullare i tempi morti e saltare al dunque.
E invece, pur non essendo affatto un film, questi ultimi mesi sono stati un susseguirsi spettacolare di emozioni, paure, speranze, incoscienza, felicità…
Solo ora mi fermo un attimo a guardare, e mi pare quasi impossibile…

Intanto sto leggendo Il commesso, di Bernard Malamud, e mi intenerisco al pensiero della piccola Helen, delle sue aspettative, dei suoi sogni, del suo desiderare qualcosa di più.
Penso a Sara, penso a me e a tutti quanti gli altri, a cosa combineremo e a cosa invece non combineremo…perchè anche se non sembrerebbe affatto, alla fine è ragionevole accettare l’idea che le vite possibili si escludano reciprocamente, che non se ne possa vivere due insieme.

la giornata rock

In questa mia stanza con le tende gialle oggi volano le note al limone dei Velvet Underground, rido compiaciuta tra me e me guardandomi allo specchio in jeans all star e magliettina e prendo atto che dimostro un’età compresa tra i sedici e i diciassette anni.
E’  una giornata un pò rock, piena di sole, voglia di studiare statistica uguale o inferiore ( ≤ ) a zero, e avvolta dal piacere di sentire l’aria calda addosso mentre scorazzi in motorino per la città.
E’ la primavera più primavera che abbia mai visto, e io sono felice e stupidamente incosciente, e lascio che il mio cuoricino batta senza moderazione anche perchè, pensandoci, non m’è mai riuscito di fare altrimenti..,
Mi sembra che tutto, cielo fiori e persino i palazzi, ordiscano dolci trame segrete su di me.

brividi

Do intenzionalmente le spalle al libro di statistica che mi occhieggia sogghignando e intanto fuori dalla finestra schegge bianche trafiggono l’aria nel cono di luce del lampione.
Non ho mangiato pressochè niente, mi stringo nella felpa beige e vorrei lamentarmi con qualcuno dei brividi e del vago senso di nausea.
Mi farei coccolare come una bambina, e mi farei provare la febbre anche se so benissimo di non averla.
Difatti non ho proprio un bel niente, è solo la mia stupidissima emotività, e poi comincio a sentirmi un filino senza forze.