Monthly Archives: August 2007

I’m not singing for the future
I’m not dreaming of the past
I’m not talking of the first time
I never think about the last

Pogues- A rainy night in Soho

La parola d’ordine è pensieri.
Pensieri d’ogni sorta, belli, bellissimi, tristi, dolorosi, rassicuranti, d’amore, di malinconia, sogni, paure, ricordi, speranze, desideri. La gamma al completo.
Mi piacerebbe essere come Shane MacGowan nella canzone, ma io e lui non abbiamo in comune un bel niente. Io penso a tutto, sempre.

Questa mattina mi sono svegliata all’alba, saranno state le sei, dalla finestra spalancata sul terrazzo entravano il rumore e l’odore della pioggia. Ho aperto gli occhi pianissimo per trattenere il sonno, li ho richiusi subito e ho desiderato che una certa persona fosse li’ ad abbracciarmi.
Entrava anche aria fredda e mi sono tirata il lenzuolo fino alla frangetta, ed è stato a quel punto che il flusso dei pensieri è ricominciato, inesorabile, come non si fosse mai interrotto.
Ma forse mi hanno accompagnata anche in sogno e davvero non s’è mai interrotto, non lo so.
In prefettura ho semi lavorato per metà del tempo, l’altra metà un pò mi sono crogiolata nel maltempo, e un pò ho scritto una lettera.
Intendo quel tipo di lettera che il destinatario non riceve mai, di quelle lettere che in realtà scrivi a te stesso ma non vuoi ammetterlo e allora le scrivi a qualcuno a cui non le darai.

Una notte ho sognato un arcobaleno. Volevo vederlo da tanto, e la mia mente l’ha creato per me…
Lo trovo meraviglioso.
Significa per forza qualcosa di bello, è da un pò di tempo che i segnali che il mondo mi invia sono dannatamente attendibili.

L’unica cosa è che ho un problema con i sentimenti, ultimamente.
C’è che mi spaventano, è grave?
Dev’essere la classica parabola dei riti, del lasciarsi addomesticare e delle lacrime.  Più si ama e più ci si sente fragili.
Ecco, forse è proprio questo.

del ritorno

Le note di Those to come degli Shins danno un ritmo morbido alla serata, l’aria è fresca, il cielo coperto di nuvole grigio scuro, e io mi lascio cullare da questo agosto soft.

cielo Ho passato una settimana immersa nell’acqua azzurra, galleggiando immobile con la faccetta in sù e guardando gli aerei tagliare a metà il cielo (e bisogna dire che gli aerei che tagliano a metà il cielo lasciando la loro codina bianca sono tra le cose più belle che esistano)

E sono stata sdraiata sui sassolini colorati, stringendo gli occhi per la troppa luce lasciando che i pensieri e i sogni facessero il loro corso, ho mangiato un sacco di pesche come premeditato e mi sono vagamente abbronzata.
Poi ho letto Romanzo Criminale e m’è venuta voglia di delinquere.
Ora sono di nuovo qui, a casa, con una marea di foto dense di colori e la sensazione di poter ricominciare senza fatica, persino lo studio, persino il lavoro, persino tutto.

Facendo un minuscolo riassunto posso mettere a verbale che oggi, tredici agosto duemilasette, il conta chilometri del motorino indica ventimila e cento, sul viso si osservano decine di nuove lentiggini, mancano sette giorni esatti al mio ritorno in Prefettura, e che questa mattina passeggiando per il centro ho finito per comprare una sciarpina bordeaux morbida e leggerissima che è un pò il mio omaggio all’autunno che verrà (ma con calma).

Quello che ho trovato tornando a Bologna mi piace da morire, mi sento felice, e in definitiva sono un vero inno al possibilismo, schifosamente ottimista, assolutamente indiscutibilmente arrendevole.

partenza

Sono seduta con aria già vacanziera alla mia scrivania in Prefettura, guardo fuori dalla finestra immensa i goccioloni cadere apparentemente lenti e penso che domani sarò a centinaia di chilometri da qui.

Da questo ufficio a cui mi sono affezionata, dalle persone a cui ho iniziato a volere bene,  dai caffè del mattino, da tutte le piccole abitudini lavorative che si lasciano quasi a malincuore…

Il programma della settimana prevede la lettura di Romanzo Criminale, mangiare un sacco di pesche, studio sporadico, immersioni in mare color tuchese, sonni infiniti, nessuna relazione sociale, scientifica e metodica esposizione solare, totale assoluto cazzeggio. 

Penserò a tutte le cose dolci che mi aspettano qui, a tutte quelle che ho passato e che sono la promessa di mille altre. Penserò ai giretti del sabato mattina in centro, ad una certa serata al mare con in cielo i gabbiani cadenti e le stelle non cadenti, con la luna rossa riflessa sull’acqua, sotto i piedi la sabbia fredda, affianco la voce che preferisco, e in aria il rumore ovattato di gente che balla.

E’ incredibilmente bello partire con in mente tutto questo.