the dubliners

Sono le ventitre e ventisei minuti, ho valutato attentamente la situazione e ho ritenuto necessario prendere un sonniferino, ora attendo solamente che faccia il suo magico effetto e che mi trascini lentamente nel mondo dei sogni.
Il fatto è che ho dormito tutto il pomeriggio, e si prospetterebbe una nottata di insonnia di quelle insopportabili, di quelle, per intenderci, in cui accendi la tv per sfinimento e c’è solo uno di quei terribili film muti svedesi che trasmettono a FuoriOrario.
Però non mi lamento affatto, nemmeno che domattina dovrò alzarmi presto, o che in Prefettura tutti verranno a cercarmi per risolvere problemi come se fossi sinonimo di competenza (…)

Fra una ventina di giorni ho un volo prenotato per Dublino, e questo basterebbe di per sè a farmi felice. E poi ho una insana voglia di pioggia, the fumanti, copertine calde, libri con le orecchiette a segnare le pagine.

Sento gli occhietti chiudersi, me ne rallegro, corro a mettermi a nanna stringendo Asinello..

6 thoughts on “the dubliners

  1. Ozren

    …forse ieri ti sei fatta un the e ti sei sentita a Dublino quando e’ sceso un fiume d’acqua, hai preso una giornata di tregua. Di ritorno da Roma, non si riusciva a entrare nella pensilina della fermata dei taxi, cosi’ sono andato a piedi, sento ancora adesso il freddo e la pioggia nelle scarpe. Pero’ che bel risveglio autunnale! non mi sarei alzato mai. Quel desiderio mi ha rincorso tutt’oggi.

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