E così

E così  il vento gelido di qualche giorno fa ha spazzato via le nuvole e la foschia, ha acceso su Bologna un sole brillante e un cielo terso come solo in certi momenti rarissimi e ha trasformato i miei pensieri liquidi in pensieri luminosi, il che non so dire esattamente cosa significhi ma sento che sono le parole giuste.
Ieri poi ho compiuto ventitre anni, ed è stata una giornata splendida, alcune persone sono state con me terribilmente amorevoli, e io mi sono sentita felice di tante cose e ho dormito serena per la prima volta dopo settimane di strana insonnia.
Mi sento in subbuglio, ma subbuglio con accezione positiva: ho voglia di viaggio, di tranquillità alternata a strane emozioni, e di serate come quella di ieri, così perfetta e intoccabile.
La guida dell’Irlanda, il Moleskine, e la conferma del volo Bologna-Dublino mi guardano placidi dalla scrivania a memoria di quello che ci sarà.
Il resto è allegoricamente rappresentato da un casco rosa confetto e da una bellissima copia dei Fratelli Karamazov di Dostoevskji, e forse per una volta gli oggetti dicono tante cose pur non dicendo niente.
E’  tutto più intenso del solito, come quando prendi un disegno sbiadito a matita e ripassi i contorni incerti con la china.  E con  tutto intendo TUTTO, nel bene e nel male, nella felicità e nel sovrapporsi di pensieri notturni, ma lo stesso preferisco che sia così.

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