Monthly Archives: October 2007

faster than the train in my mind

…But here it comes at last
And my heart beats faster than safe
Faster than the train in my mind

Là fuori, da un tempo che oserei dire indefinibile, piovono minuscole goccioline, e io sono contenta perchè trovo che tutto ciò faccia meravigliosamente pendant con il mio umore.
Mi piace quando le cose del mondo sono in accordo, mi piace svegliarmi strana e vedere che il cielo è strano, mi fa sentire un sacco importante.
Mi piace anche andare al lavoro in Prefettura, fare decreti di diniego tutti perfettini, ridere con gli altri, prendere il caffè al Mocambo in via D’Azeglio a metà mattina, sentirmi appena appena grande.
E mi piace, in questi giorni, fare pensieri importantissimi mentre mi lavo i dentini davanti allo specchio per poi dimenticarli un secondo dopo. E mi sto lasciando crescere i capelli.
Ogni cosa si dipanerà nei modi e nei tempi giusti, mi dico.
Certe cose si sentono, non posso sbagliare, mi dico.
Lascio sciogliere in bocca il cioccolatino che mi ha regalato un collega questa mattina, sono fiduciosa nel destino fin quasi all’indencenza, fiduciosa che il mio nano da giardino lasciato a Villa Spada sia effettivamente ancora a Villa Spada, fiduciosa che giornate splendide come quelle a Verona ci saranno ancora, fiduciosa che certe persone non lasceranno mai più la mia vita.

tu e la dart

Che era la tua canzone te l’ha detto quel giornale abbandonato sul sedile di un treno che da Dublino andava verso la penisola, e ora lo sai che era vero.
Sono belle giornate, belle e ancora belle, sei stanca, dormi niente, ma che importa…
E dato che non sono momentaneamente capace di comunicare come si deve, passo e chiudo.

I noticed you, you stood out like a sore thumb
the most beautiful sore thumb I’d ever seen
I took you out  and I showed you a good time
Danced all night, and I waited ’til the time was right

Do you recall 
The night that we first met
And how I burnt your dress with my cigarette?

I don’t know why
But I’m playing this game, for you
I’m guessing it’s just what all young lovers do…

(About your dress- The Maccabees)

fermarsi

Ho aperto la porta di casa e non c’era nessuno, nemmeno Polpetta.
Mi sono tolta le scarpe senza slacciarle facendo pressione con la punta dell’altro piede, mi sono sfilata il maglioncino e i jeans abbandonandoli senza ordine e ho infilato il pigiama a righe rosa che ho comprato in Irlanda.
Poi mi sono lasciata andare sul letto come un palloncino quando si sgonfia, mi sono raggomitolata per raccogliere il calore, e nella penombra silenziosissima della mia camera ho fatto un sospiro lunghissimo, di puro abbandono.
Sono stata così immobile per un pò, ad occhi chiusi ma sveglia, quando d’un tratto m’è tornata in mente quella frase e ho avuto un sussulto, un respiro come spezzato a metà…

Come, gentle night, come, loving, black-brow’d night,
give me my Romeo; and, when he shall die,
take him and cut him out in little stars,
And he will make the face of heaven so fine
that all the world will be in love with night
And pay no worship to the garish sun

Romeo e Giulietta, Atto III

coming back

Ritornata, voce del verbo ritornare.
La hit del giorno, della settimana, forse del mese, è ufficialmente Never ever degli Shout Out Louds e non potrebbe essere altrimenti.
Nella testolina si raddensano i frammenti sparsi della settimana irlandese appena vissuta, si raddensano e prendono forma di ricordo le luci, le persone, i prati di un verde che qui neanche esiste, le strade di Dublino piene di gente, le rive del Liffey la sera, il piacere semplice ma perfetto di una zuppa calda mangiata dentro ad un pub dopo una giornata di vento gelido, il faro da cartolina di Howth, la birra di Kilkenny e il colore della Guinness appena spillata, il mare cattivo e grigio, i sandwich al salmone che mi sono sembrati la cosa più buona del mondo, i risvegli dolci, le casette colorate e ordinate, le notti col rumore della pioggia e gli improvvisi cieli azzurri.
Penso che se fosse per me passerei la vita così, tra partenze e ritorni, e so che non mi stancherei mai.
E’ la gioia sottile di camminare per strade che sono nuove, e di vedere visi lentigginosi con occhi azzurri e capelli rossi, sentire parlare parole che non sono le tue, ed essere lontano dalle sicurezze di sempre.
Medito sul futuro, dentro di me tutto ha ancora in sè il movimento del viaggio, ogni cosa è in rivoluzione.


Tonight I’m dreaming,
and i wish to stay there forever, my lungs are empty
and right now I want to scream, I want to scream!

And tonight I’m telling you everything
I’m never ever gonna regret this
 
My head is spinning  and it’s been like this forever
and my conscience is breaking up
and that conflict is coming back, it’s coming back!