Monthly Archives: December 2007

Bologna-Paris

Devo fare la valigia. Devo fare la valigia . Devo fare la valigia. Subito.
Ci metterò dentro quel certo vestito di lana che tiene caldo, ci metterò la sciarpa bianca, e qualcosa che sia degno della Bouillon Racine. E la macchina fotografica,
certainement.
Sono felice, e  no, non c’è niente di strano se il mio nano scomparso mi ha mandato una cartolina da Mosca, di sicuro fa parte della magia di questo anno così intenso.

amnistia

Ritmi indie rock si sparpagliano per la cameretta piena di lucine natalizie ed io sculetto a ritmo mettendo ordine negli strati geologici del mio caos elegante, e sottolineo elegante.
E’ la vigilia di natale, e io sono felice, oggi. Non voglio dire contenta, o serena, voglio proprio dire felice.
E siccome scrivo spesso di essere felice non sarò presa molto sul serio, ma il fatto è che io sono realmente frequentemente felice.
Lo vedo rileggendo in qua e in là queste pagine fitte di parole che a ben guardare condensano cinque interi anni della mia vita, lo vedo guardando la persona che sono oggi, a ventitre anni tre mesi e diciotto giorni.
Avrei potuto far meglio milioni di volte, ma ho sbagliato sempre con cuore e questa è una grandiosa attenuante.
E assoluzione è la parola più bella di quest’anno, un’assoluzione generale, perchè Lord Fener non è cattivo, ha soltanto paura.

bianco come la neve

Grande revival dei Belle nella soundtrack di questo dicembre, un dicembre che sa di zucchero a velo e the british, che sa di canzoni melodiche, di viaggi verso le penisole, e di strade alberate in cui si vorrà vivere.
Perchè se penso alla vita, adesso, mi sembra una immensa parabola.
E la cosa piu’ preziosa di questo anno è aver scoperto quanto possano essere bellissime le persone, quanto possano essere stupende e sorprendenti, quanto possano amarti e quanto tu possa amarle.
Non c’è stato niente di brutto, quest’anno, persino le cose più tristi sono state pulite e limpide.
E faccio sogni pazzeschi, avventurosi e allegri, sogni talmente fighi che ti viene voglia di scrivere su un quaderno a quadretti per non dimenticarli.

Quest’anno, sarà la piccola neve leggera che è caduta su Bologna in questi giorni, mi sembra Natale piu’ del solito.

 

materialista

what if I shout, shout, shout my name
you'll always remember my name
I want to know
please say it is so
So shut, shut, shut your eyes!
it sounds so good right now
and it came as a big surprise

L’ultimo post sembrava un dannatissimo telegramma, lo so.
Ho ricevuto persino un cazziatone per questo, ma da oggi credo di poter ricominciare a scrivere decentemente, sento che ho di nuovo le parole. Magari non saranno le migliori parole di sempre, ma non è che io sia mai stata una specie di Kerouac al femminile, nessuno si scandalizzerà.

Queste non sono giornate di sole, nè calde, e quando alle otto in punto del mattino apro gli occhietti vorrei ricacciarmi sotto il piumone fino a primavera, ma lo stesso c’è qualcosa di promettente in quest’aria di dicembre, qualcosa di buono, qualcosa di bello e luccicante.
E’ come se le cose potessero andare sempre meglio, voglio dire: è come essere su una mongolfiera che va sempre più su, e sentire distintamente di non doversi preoccupare di nulla.
Le piccole cose hanno preso il sopravvento.
Andare a pranzo e incontrare gli avvocati IlGatto e LaVolpe, farsi bloccare il prestito in Sala Borsa (sono dispettosa, è una cosa che mi dà una certa soddisfazione), andare al caffè sul canale, fare fotografie al mio ufficio che presto lascerò, mettere come sfondo del computer i rami fioriti di van gogh, frugare per un’ora dentro uno scatolone inutilmente, camminare per il centro compiacendosi che il proprio respiro faccia la nuvoletta, scegliere regali, scegliere una cuffietta col ponpon per Parigi, scegliere letti dell’Ikea, scegliere.
E ridere, e sentire che andrà tutto bene.

Ma io voglio dire: Brand New Colony non è una canzone d’amore incredibile?

pavese

Il silenzio stampa è finito.
Nessuno si aspetti niente di che perchè prima devo ri-imparare a scrivere, ma intanto posso annotare a futura memoria qualche fatto importante e penso sia meglio di niente.

Tra qualche giorno finirò di lavorare in Prefettura, e credo mi dispiaccia.
Mi è stato lasciato tra i cespugli un regalo stupendo.
Il mio nano non è più a Villa Spada ma magari non sta male.
A capodanno sarò a Parigi e ne sono immensamente felice, saranno giornate bellissime.

Non fate troppi pettegolezzi