sensi di colpa, vizi, attese

"Quando il cielo basso e pesante grava
come un macigno sopra lo spirito che geme
preda di un tedio ininterrotto…."

E’, in una brutta traduzione delle edizioni Bur, la frase d’inizio di Spleen.
Ecco, brutta traduzione a parte, Io sono certa che Baudelaire deve averla scritta per una giornata come questa.

Non c’è niente che non vada, devo solo sbrigarmi a combinare qualcosa per la stramaledettissima tesi di laurea, eppure il cielo è pesante e darei in permuta persino la mia bellissima girandola colorata pur di veder comparire in quel cielazzo insulso là fuori un misero raggetto di sole!

E poi ho preso dei gran vizi che non mi posso più togliere.

Non vedo l’ora che sia venerdì sera.
Non vedo l’ora che sia il 28.
Non vedo l’ora che il quadro di Vettriano sia appeso al muro con la sua bella cornice nera.

6 thoughts on “sensi di colpa, vizi, attese

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