Monthly Archives: April 2008

trouble

Quest’ultima è stata per me una notte di febbre e pensieri foschi, la notte più agitata di tutta la mia ormai ragionevolmente lunga vita.
Sono andata a letto presto, un pò ammalata, poi, verso le due o le tre del mattino mi sono sentita sul serio male, avevo caldissimo, mi girava la testa ed ero avvolta di pensieri BRUTTISSIMI, di quelli che ti tolgono l’aria.

Allora mi sono alzata perchè mi sentivo soffocare, ho cercato la finestra, l’ho aperta e sono uscita in terrazzo col pigiama leggero addosso. Mi sono seduta in terra, o sarebbe meglio dire che mi sono lasciata cadere, e anche all’aperto mi sembrava di fare una fatica incredibile a respirare.
Non so perchè non ho cercato i miei genitori, non capivo niente e continuavo a ripetermi che era solo ansia e che non dovevo spaventare nessuno. Solo calmarmi, dovevo, ma mi sembrava impossibile.

Ricordo di essere mezza svenuta lì sulle mattonelle gelide finchè non mi sono accorta che la cagnetta brutta mi leccava,  allora ho sentito di colpo freddissimo, e prima di tornare sul letto e cadere in un sonno sfinito, ho gettato uno sguardo sotto il cono di luce del lampione e ho visto che pioveva.

rari nantes in gurgite vasto

E rieccoci qui, come Enea dopo la tempesta.
E pensandoci è stata una tempesta magnanima seppur nel suo essere spiacevole, e da qualche giorno ho la netta impressione che abbia cambiato il ritmo di tutto, come se il dolore e l’angoscia fossero serviti almeno a dare una qualche svolta alle cose.

L’altro giorno ho varcato il portone della facoltà dopo forse un millennio, e ne sono uscita sollevata perchè ho fatto una cosa che dovevo fare da mesi: ho chiesto la tesi di laurea, e non importa se nessuno comprenderà la portata storica di tale avvenimento, per me è meraviglioso.

Intanto sul terrazzo, nei miei vasi pieni di terriccio, spuntano finalmente teneri germogli verdi.
Oltre a ciò, altre due tre cose di una rilevanza incredibile e la sensazione che tutto, come sempre, andrà bene.

delirio

Queste giornate sono un allucinante alternarsi di notizie brutte, notizie belle, notizie così così, e decisioni da prendere.
Con tutto ciò io sono stanca, sfinita, l’odore dell’ospedale mi fa venire la nausea, e nonostante io cerchi di far sembrare la cosa dentro di me come un fatto normale, lo stesso non ci riesco.
La casa è ormai un mezzo delirio, ognuno cena ad un suo orario personalissimo (cagnetta compresa), e soltanto oggi mi è venuto il dubbio subito confermato che la lavatrice potesse essere piena da giorni di cose bagnate.

Ho portato fuori la Polpetta, fatto la spesa, pagato la multa, sostenuto un colloquio di lavoro per cui ero indecorosamente raccomandata, pranzato con mio nonno, riportato fuori il cane, spazzato casa, e la giornata è soltanto a metà e io vorrei solo dormire.

Sono disposta a pagare perchè qualcuno assuma in maniera credibile la mia identità, almeno fino a domani.