venticinque agosto

Seduta al tavolino all’aperto del bar di Strada Maggiore, con davanti un pessimo caffè che a confronto con quelli Finlandesi è una gran bontà, leggo su Repubblica Rumiz citare Chagall, e intanto penso alle contrabbandiere sul confine polacco, penso all’Est, penso che è bello risentire un profumo dopo giorni in cui non lo senti, penso che avrei voglia di rifare il mio zaino con Bau appeso fuori e ripartire.

Ho voglia di quelle cose semplici che fanno la vita bella. Tra queste sono annoverate le bolle di sapone, e due occhi che sono felici di rivederti, mentre certamente non rientrano nella categoria gli esercizietti di economia.

 

 

1 thought on “venticinque agosto

  1. texmic

    “il viaggio leggero ci ha modificati geneticamente. E a cena, davanti a una zuppa di rape rosse, formalizziamo il nostro ripensamento riconsegnando le chiavi dell’auto all’amico stupefatto. Il
    quale, a quel punto, si diverte a costruire con noi le leggi “matematiche” di quest’avventura che sembra destinata a farsi da sé, totalmente al di fuori della nostra volontà. Per esempio: meno peso uguale più incontri. Andatura uguale narrazione. Più difficoltà uguale più racconto. Chi se ne frega se ci troveremo appiedati in mezzo ai Carpazi. Avremo più cose da ricordare e da scrivere. ”

    E’ come dire… tutto si può raccontare, ma non tutto si può sentire allo stesso modo! Strepitoso.

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