Monthly Archives: September 2008

momenti di grazia

Fuori sole. Iniziato il secondo capitolo della tesi, il che vuol dire che va bene.
Vorrei fosse sempre come in questi primi giorni d’autunno, con le colline illuminate dalla luce e spazzolate da un vento freddo che viene da chissà dove.
Sì, vorrei fosse sempre tutto morbido come in questo periodo di scrittura, in cui nuoto felice tra sentenze della Corte costituzionale, colazioni al cafè all’angolo, film di Cédric Kaplish su Parigi e libri di Alvaro Mutis in cui mercantili fantasma vanno su e giù tra il Baltico e il Sudamerica.
E sembra passato un millennio dai giorni di Helsinki, e invece è poco più di un mese e allora il tempo è davvero buffo e stravolto.
Sto qui a litigare con l’interlinea del documento word, fra un’ora devo essere al lavoro, e tutta la mia devozione va verso un cappottino rosso saltato fuori dalle pagine di una opulenta rivista di moda. Mi rivoltano la testa immagini parigine, mi piacerebbe camminare su un qualche ponte affacciato sulla Senna, con il suddetto cappottino rosso, e degli stivaletti marroncini che fanno tac tac per terra.
Ecco, cos’è, questa, se non la felicità?

somiglianze e differenze

Foto 124
Quasi improvvisamente è tutto molto nuovo e molto "tuo".
La libreria che ti sei comprata e su cui hai disposto in  doppia fila ordinata i libri della tua vita, o almeno diciamo una parte dei libri della tua vita.
Il soffitto azzurro cielo, i quadri che tornano alle pareti, la mongolfiera che torna a volare, il faro che torna ad accendersi.

Questa notte hai sognato una ragazza, una di quelle bionde con i capelli fini che entrano sempre nel negozio dove lavori. 
Ti veniva dinanzi, e ti recitava una poesia, una poesia che lei conosceva a memoria ma senza saperne l’origine, come se l’avesse sentita in un film o chissà dove.

Così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia…

Tu, nello sentire quelle parole tanto amate, esclamavi felice "Hikmet!", ma lei pareva non capirti, e si allontava.

i dettagli, i dettagli…

Ci sarà un giorno in cui qualcuno mi spiegherà perchè dobbiamo continuare a sobbarcarci i costi esagerati di una compagnia aerea, ma non solo, che ha le tariffe più indecenti sul mercato, e i cui manager hanno beneficiato di stipendi milionari per il grande merito di averla mantenuta in perdita costante, e i cui dipendenti sono stati per decenni vezzeggiati e coccolati e viziati con una marea di benefit e privilegi a dispetto del disastro economico in cui l’azienda era incastrata.

A parte questa domanda cruciale, che non mi dà pace, questa mattina aprendo gli occhi mi sono trovata sulla testa il soffitto azzurro. In quel momento mi sono ricordata in che senso i dettagli possano fare la differenza.

Non finirò mai di stupirmi di quanto possa essere cafona la gente, dovrei scrivere un libro sulla clientela di un negozio per adolescenti chic. Stanotte ho sognato un sacco di cose, pensieri così così alimentati dalla febbre, e ho sognato anche Bettinelli, che però, nonostante tutto, rideva.

E adesso ho un raffreddore scandaloso, vorrei nascondermi sotto al piumone per un sacco di tempo.

bellezze

Belli i Love is All all’Hana-BI, bello il mare con la luna gigantesca a illuminarlo, bello camminare sulla spiaggia deserta, bello sculettare con i New Order. Bello, poi, salire sul motorino, questa mattina, le cuffiette nelle orecchie…e infilare la mano in tasca e trovarci una conchiglia piena di sabbia, e ricordare, e quindi irrimediabilmente, sorridere.

ora proprio NO.

L’idea di andare al lavoro, ORA, mi avvilisce tantissimo.
Ho voglia di andare a tagliarmi i capelli di 2 centimentri, ho voglia di andare ad un concerto, e di fare un viaggio anche cortissimo. Ho voglia di leggere i miei libri, e di portare al parco la cagnetta. Ho voglia di guardare il mare in settembre, di ridere, di scrivere la pagina numero 9 della tesi, di dormire, anche.

facciamo il punto

Domanda di laurea consegnata, autorizzazione alla laurea consegnata, bollo pagato, pergamena pagata, tutto il dannato pagabile è stato pagato. Inoltre, all’attivo, ho:

1 lavoro
numero 3 pagine di tesi scritte in 24 ore,
numero 4 libri bellissimi appoggiati sulla mensola rosa la cui lettura risulta assolutamente impossibile causa totale mancanza di tempo
1 batteria di un ipod da sostituire
1 quadro da finire
1 camera in condizioni PENOSE
1 cagnetta trascurata
2 becchi di zanzara
2 scatole rosa dell’Ikea da riempire
1 scatola da buttare nella spazzatura alla prima buona occasione
5 piante da mantenere in vita
tanta, tantissima voglia di dormire, esattamente come in un certo pomeriggio in quel di Riga

Non c’è nient’affatto male, signorina e.

talmente in basso che è quasi in alto

Una volta credevo che ci fossero i buoni e i cattivi, e dall’alto della mia assoluta virtù adolescenziale, lanciavo crudelissime sentenze a destra e a manca. Ma lo facevo in buona fede, perchè credevo sul serio che a me non sarebbe successo di sbagliare, e lo facevo perchè avevo 15 anni e a quell’età è tutto bianco o nero.
Negli anni di tentativi e sbagli ho poi imparato ad essere veramente indulgente con le persone. E non solo indulgente con me stessa, come lo sono tutti, intendo dire indulgente verso gli altri, anche quando fanno qualcosa che va contro di me.
Con questo non voglio dire che le perdono sempre, perchè in realtà non le perdono quasi mai.
Ma voglio dire che non le schifo più, nemmeno quando andrebbero schifate, e che non le biasimo neanche quando andrebbero biasimate. Mi dico che tutti facciamo cazzate in fin dei conti, e che, come dicevo oggi ad un amico, è più che altro una questione di ruoli momentanei.

Con ciò, mi dispiace dirlo, ma nonostante la buona volontà di comprendere tutto e tutti talvolta è davvero difficile, ed è come se queste persone non toccassero mai il fondo del loro peggio.
Come a dire, il massimo del loro minimo.