pioggia e bacchette magiche

Richiede impegno uscire dal piumone morbido, e andare per vezzo alla finestra a scoprire qualcosa che sapevi già.
Piove, difatti, piove come in quegli autunni prettamente scolastici in cui a pensarci adesso ti pare piovesse sempre.
Ed è un venerdì mattina, e oggi non ho la giornata stipata di cose come quella di ieri, e mi piace crogiolarmi nel pensiero lieve che in pausa pranzo potrò sedermi sulla mia poltroncina di Feltrinelli sforzandomi di non addormentarmi, o magari potrò pranzare con una fetta di quella torta buonissima carote e mandorle guardando la pioggia da dietro la vetrina del caffè di via de’ Giudei.
Sono momenti che amo, e che mi fanno sentire forte.
Guardare la strada e le persone da dietro il vetro rigato di gocce. Sorridere, a volte, ed essere felice se qualche estranea o estraneo sorride di rimando, neanche ci si fosse raccontati una miriade di cose, con quei due sorrisetti incerti. E’ bello immaginarsi la loro vita, fare finta di conoscerla, fare finta che loro possano indovinare dietro i tuoi occhi chissà che cosa, quel piccolo viaggio che farai, l’emozione bambinesca per le lezioni che stanno per cominciare, le paure cretine, i desideri, le voglie, il piacere nel mordicchiare i pezzettini di mandorla in mezzo alla torta. Tenendo la forchetta tra le dita, e usandola come la più potente delle bacchette magiche, fare muovere il mondo e pensare alle cose belle.
E tanto posso essere forte quanto posso essere debolissima. Ma credo di dover fare i conti con tutte le mie paure e le mie insicurezze, ed essere semplicemente felice perchè le cose vanno davvero bene, senza preoccuparmi di scavare un bunker in attesa di chissà quale immane catastrofe.
Smiagolare in cerca di rassicurazioni, e credere, in fin dei conti, di non meritarmi tutto questo, è sciocco.
Mi spaventa l’idea che tutto finisca sempre, che le cose siano fragili, che le felicità siano momentanee. Ma non è una scoperta che valga la pena fare a ventiquattro anni, dovrei saperlo da tempo e non dovrei più inquietarmene.
Ho voglia di baci, e di tempo speso bene…

2 thoughts on “pioggia e bacchette magiche

  1. Ozren

    la poltrona di feltrinelli mi pare tempo ben speso, magari non proprio affettivo, certamente emotivo, questa pioggia non era male, accompagnata da un cielo nero e chiaro allo stesso tempo, bella. un saluto

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  2. elisina

    hai ragione, quella luce piaceva moltissimo anche a me. Aveva un qualcosa di ambiguo, ma anche di molto vero. Non saprei spiegare, sembrava la resa dei conti di qualcosa.

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