Monthly Archives: October 2008

modernismo

Lunedì mattina, abbigliamento da tesi composto da leggins grigini e maglione extralarge tutto pelosetto anch’esso grigino. La giornalista del piano di sopra è in loop e ha appena messo per la quarta volta consecutiva samarcanda, ad un volume altissimo.
Oh-oh cavallo oh-oh cavallo OH-OH. Ora basta, perdio.
Per il resto, le campane  della chiesa suonano mezzogiorno, fra quattro giorni si decide una parte della mia vita, che magari dire "parte della mia vita" sembra esagerato ma non penso lo sia.
Oggi appuntamento alle tre del pomeriggio con il mio migliore amico in piazza santo stefano, e anche per lui è un giorno importante e voglio che vada tutto bene, tutto bene a tutti.
Filantropia e umanesimo, e stile modernista.

guerre preventive

Le lotte sotterranee che uno fa con se stesso sono sempre le più complicate.
In questi giorni molto belli, io vorrei essere in accordo col tutto, meglio di quel che sono, meglio su duemila fronti, e soprattutto più forte.
Non per adesso, ma per i tempi difficili, essere forte in previsione, come una guerra preventiva di quelle che critico tanto. Mi chiedo perchè, a tratti, io abbia l’impressione di potermi rompere in duecentomila pezzi senza opporre resistenza, manco fossi un affarino di cristallo.

Sono peggio di un libro di Moccia. E questa che mi sto dicendo è veramente una cattiveria!!

28 gennaio 2008 (mezzanotte o giù di lì)

Da due giorni tira un buffo vento di scirocco che fa venire il mal di testa e mette in subbuglio l’immaginazione. Ciò aggrava la sensazione di estraneità che ho per le cose che pure ho tanto voluto. Ed ora che sembra primavera ma non lo è, come si fa? Bologna ci inganna, gioca con il tempo, fa spuntare margherita a gennaio e sussurra storie di viaggi chissà dove…ma è pur sempre gennaio ed è presto per tutto.

5 febbraio 2008.

Notte notte notte. Si prospetta l’ennesima insonnia identica a quella di ieri e di ieri l’altro ancora, ma almeno deve aver smesso di piovere e tornando a casa ho visto un limpido cielo stellato. E’ troppo, dice. Lo penso anche io, ma non sarebbe nemmeno giusto che io lo pensassi. Pensieri, felicità, timori, domande e inquietudini occupano la mia mente più o meno in egual proporzione. E con tutto questo chiedermi, non mi rispondo un bel niente. E’ come se sapessi perfettamente a cosa vorrei tendere, ma al tempo stesso non fossi in grado di dirmelo.

2 aprile 2008 mattina.

Recuperata l’agendina sotto gli strati ormai geologici del mio disordine. E’ stato un primo aprile da dimenticare, tranne che per una cosa. Una cosa da brividi, volendo. Fuori c’è una sottospecie di pallido sole, ed io vorrei sentirmi come ieri, seduta sul muretto della piazza, mentre le campane della chiesa di Santo Stefano suonavano mezzogiorno. Con il sole a scaldarmi le guance, gli occhi un pò accecati, e il senso dell’attesa nel cuore. Ho iniziato a leggere il grande Gatsby.