back in the U.S.S.R.

Trovare all’improvviso tra le pagine di Viaggi di Repubblica le casette color pastello della piazza di Tallinn è una di quelle cose portentose in grado di farmi fare maestosi sorrisi.
Perchè quella città è un ricordo delizioso, un ricordo amoroso, un ricordo di colori e cieli incantevoli, di vetrine piene di mappamondi, di spilline back in the U.S.S.R., di baci sotto chiese ortodosse.

E questa mattina ho gironzolato per il centro con l’aria di chi non ha nessun dovere al mondo (non è vero, ma è bello fare finta che), e ho fatto colazione alle undici con Giacomo, come quando eravamo cinni e si fuggiva da scuola.
E sono entrata in un negozio bellissimo e mi muovevo con la boccuccia aperta e tutto mi sembrava incantato.
E domani andrò per la prima volta alle lezioni del nuovo corso, e ci sarà Claudia e questo pensiero già da solo mi fa contenta.

La tesi è finita, un lavorino decente.

6 thoughts on “back in the U.S.S.R.

  1. Ozren

    …complimenti per la tesi, seguendoti in questi mesi (anni?) e’ bello trovarsi a vedere un compimento, e una strada che continua in attesa di non trovarti un giorno piu’, con la familiarita’ dei luoghi letti…

    Reply

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s