un signor giorno

Sole e sciopero, che è meglio della pioggia e sciopero di Montale.
Ho consegnato la tesi all’Ufficio didattico, rilegata in un cartoncino lilla molto molto chic, quindi lo psicodramma burocratico è finito, concluso per sempre. Amen.
Inoltre ho acquistato una bicicletta nera per nulla luccicante, una bicicletta con i freni in condizioni credo decenti, nè vecchia nè nuova, e con un certo fascino decadente che le fa perdonare molte cose.
Pedalando verso casa, nella lieve ma ininterrotta pendenza che separa il centro dal mio quartiere, ho capito in che senso io abbia fatto male ad andare unicamente in motorino ovunque per un buon decennio.
E che c’è un certo piacere nella lentezza e nella dilatazione delle distanze.

Ieri sera ho rivisto dopo circa dodici anni buona parte dei miei compagni delle scuole elementari, ed è stato bello ritrovare le loro facce cresciute ma nemmeno troppo, e non parlare solo di un passato ormai paleolitico ma invece raccontarci di viaggi in Africa e viaggi al Nord, di presente e speranze.

E la domenica ultimamente è diventata un gran giorno, proprio un SIGNOR GIORNO, anzi un SIGNOR POMERIGGIO.

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