Il rumore stridulo di una tromba mal suonata sale dalla strada fino alla mia finestra. E’ il musicista slavo, che passa una mattina ogni tanto, e che suona suona suona fino a che qualcuno, stremato, non si affaccia a lanciargli qualche moneta.
E’ venerdì diciannove dicembre duemilaotto, e mentre mezza italia è sotto inchiesta e l’altra metà ha la nausea,
io, personalmente, leggo il giornale in tarda mattina e lo faccio con spirito leggero poichè non mi sorprendo di niente.
Ho voglia di cose belle, di passeggiate a cavallo, di teatri, di partenze, di film che commuovono, di fotografie di posti lontanissimi o vicinissimi, di regali di natale da niente impacchettati come un gioiello della corona.
Ho iniziato a leggere Raymond Queneau.

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