Buongiorno Signor Panettiere

Cancello la piccola manciata di parole svogliate che ho buttato giù finora e ricomincio da capo, poichè anche se ho la spiacevole sensazione di non esserne più capace, oggi vorrei davvero scrivere.
Studiare poi mi fa male, questo è certo, ma ho troppa necessità di sentire di stare facendo qualcosa di buono per richiudere il quaderno e mettermi a dipingere, o ad innaffiare le piantine, o a spolverare i miei amati libri.
L’orchidea ha perso l’ultimo fiore con un sussulto dignitoso, come di una regina di Francia che perda la testa sulla ghigliottina. Mi chiedo se sia colpa mia, cioè se sono in qualche modo responsabile di un tale crimine, ma in fin dei conti mi sa che sono i fiori ad avere una loro vita molto breve, e se ora è tutta spoglia non dipende da quanta acqua io le abbia dato o dal fatto che non l’ho mai sistemata in un vasetto più grande, eccetera eccetera…

Ci sono pomeriggi come questo in cui mi sento immersa in una solitudine desertica, perchè la verità è che sono una cretina sempre bisognosa di stimoli positivi, qualcuno disse "un gatto".
Quando Sara era ancora qui mi chiedeva sempre di andare a vivere insieme, ed era un pensiero che mi piaceva moltissimo. Mi immaginavo come sarebbe stato tornare a casa e trovarci lei in pigiama, o fare colazione insieme con il latte e i biscotti – non pensavo mai a quanto mi facciano schifo i biscotti nel latte, era una immagine ideale, ecco.
Avrei pitturato la mia stanza di azzurro, e Sara avrebbe fatto la sua magari verde pallido. Cioè, non lo so se le sarebbe piaciuto il verde pallido, ma così, per dire.
Le avrei raccontato le cose che mi intristivano o che mi rendevano schifosamente felice, e lei mi avrebbe detto che sono una scema.
Avrei fatto la spesa sempre io, perchè Sara è una da frigo vuoto, però a me piace fare la spesa, soprattutto nelle botteghe dove ti conoscono ("Buongiorno Signor Panettiere, potrei avere i soliti grissini?"), quindi sarebbe andato bene così.
Non avrei avuto questi pomeriggi pallosi, a parlare con l’orchidea che fa l’offesa.

1 thought on “Buongiorno Signor Panettiere

  1. anonimo

    ciao signorina.

    scusa se sono sparito questi giorni ma è mancata la mia nonna bolognese proprio lunedi.

    andiamo a studiare assieme domani?

    Giéc

    Reply

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