pensieri ottocenteschi

Devo studiare, lo so, ma ogni tanto non resisto e debbo lasciare i miei pensieri fare il loro corso. Così mi capita di mischiare le pagine cognitiviste, con le miei letture serali, e tutte queste insieme con le cose più propriamente mie.
L’accavallarsi indisciplinato tra solenne sobrietà della famiglia Buddenbrook davanti alla rovina, e il ricordo di certe notti che la mattina pareva di aver sognato, produce un buffo, graziosissimo, contrasto.
Certe cose sembrano così meravigliosamente ottocentesche!

Però io, lo so per certo, l’orrendo Signor Grünlich con i favoriti impolverati d’oro non l’avrei mai potuto soffrire, e di certo non l’avrei sposato. Come non struggersi d’amore per il giovane studente dai pensieri liberali? Al diamine la "ditta"!
Non si  vive, forse, per cose come fiori rubati eroicamente da giardini su cui imperversa il controllo di temibili vecchietti, e merendine notturne a fragole e ciliegie…?

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