Cerco un po' d'Africa in giardino tra l'oleandro e il baobab

Ho portato la cagnetta a fare un giro in centro, splendeva il sole ed era bellissimo starcene sedute davanti a Santo Stefano a scaldarci il pelo e a leggere il giornale. Poi in un attimo il cielo è diventato grigio, s’è messo a soffiare un gran vento, e siamo morte di freddo, lei col suo pellicciotto ed io con i miei vestiti primaverili da stupida. Mi sono persino ritrovata, non so come, a camminare per la piazza con un vecchio frate, e guardandomi da fuori mi sono sentita paurosamente catapultata in una canzone di paolo conte, che è una cosa buffa, ma anche no.
Perchè esistono i martedì? Come in quella canzone, quella canzone che dice too many sad days, too many tuesday mornings. Mica l’hanno scritta per niente.
Vorrei da morire che fosse di nuovo domenica.
O altrimenti essere ancora dov’ero prima, ad aspettare qualcuno disegnando sul bloc notes le colonne dei portici come se fossi una studentessa dell’accademia di belle arti, e a sorridere del cane Artù nascosto sotto alla tonaca del prete.

artù

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