Mi muovo pianin pianino per casa, ottimizzando gli spostamenti e badando a riunire in una sola volta le cose che normalmente farei in dieci.
E’ anche un pò comica, come scena, vedermi muovere così goffamente, con il braccio destro impedito dai punti dati sul gomito, una gamba tutta sgraffignata, il ginocchio gonfio e scemo.
Però mica mi posso lamentare, sono tutta intera, nessun pezzettino rotto, e ho un personalissimo e fighissimo dottore che viene a visitarmi tutti i giorni e somiglia un sacco a quell’altro, quello che viene per il cineforum improvvisato in camera mia, di sera.
L’unica cosa triste: niente Slovenia, niente serata Tortellini, niente rotoloni insieme sul prato verde in questa fine di settembre piena di sole…
L’importante, comunque, è che nessuno mi getti mai più amuchina sulle ferite, e che qualcun’altro continui a baciarmi molto.

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