il ca-ne fa push-push

Nevicava leggero, l’altra mattina, quando ci siamo svegliati e avevamo davanti
la bella gita a Humlebæk. E nevica anche adesso, mentre sono a casa ed è notte fonda,
a millecinquecento chilometri di distanza, e con 6-7 gradi centigradi in più.
Oggi ho dormicchiato tutto il pomeriggio e ancora non credo di aver recuperato tutto il sonno
perso in questa notte di aeroporti. Ma mangiucchiare una brioche alle cinque del mattino,
nello stesso posto di un anno e mezzo fa, è stato quasi commovente,
perchè da allora io ho il mio compagno di viaggio preferito.
Che malinconia il mio letto vuoto, la casa silenziosa senza i gridolini di Carsten
e le risatone dell’australiana, senza i mugolii del cane Kenzo immerso nei suoi sogni,
senza il disordine da viaggio, e quella strampalata luce azzurro viola della notte del nord.
E poi, se io avessi voglia di sentire canticchiare "Il cane fa push push"? Eh?
E tutte quelle altre strofe improvvisate in rima baciata che a cantarle ci facevano resistere
al freddo danese?? Chi me le canta?
Possibile che non si possa sempre stare a zonzo?
Mi è tanto piaciuto.

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