july

E’ una bellissima mattina di luglio, calda e azzurro-chiaro.
I vetri delle finestre tremano perchè sotto casa mia è stato imbandito un cantiere super rumoroso dove si abusa del martello pneumatico, così con una mano accarezzo Polpetta per tranquillizzarla e con l’altra scrivo meccanicamente articoletti di scadente qualità.
Ho un sacco di desideri materiali: cazzate galattiche tipo i sandaletti di plastica rosa identici a quelli che avevo da piccola, l’iPhone, i wayfarer, e le inutili guide di mezza Europa. Non li realizzerò tutti, sia chiaro.
Conto quanti giorni mancano al primo accenno di ferie e mi sembrano sempre troppi, troppo tempo prima di averti tutto per me.
Mi prendi in giro perchè voglio vedere troppi posti tutti insieme, e perchè vorrei tracciare linee secche da una parte all’altra del continente, magari pure in treno. Ma si può fare! Io sono sicura che si possa fare.
Un traghetto qua, un aereo là, un vecchio bus bollente di cui lamentarmi, e zac! ci pappiamo il mondo!
Immagino di essere in una di quelle isolette là, con un minuscolo vestito bianco e un cappello di paglia, abbronzata a pezzi, l’idealtipo della viaggiatrice!
Ma bisogna far passare qualche giorno in questa afosa Bologna invasa dai cantieri, bisogna trovare il modo di far venire prestissimo questa sera, e far venire il più tardi possibile lunedì. Agire sul tempo, bisogna!
E fare meravigliosi pic nic rubati come quello dell’altro giorno, con l’insalata greca che pare di stare in Grecia, e i baci che pare di stare a Ibiza…
Fare la vacanza, insomma, come ci viene tanto bene.

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