Ho passato la notte con Jorge Amado, Teresa Batista, e le puttane di Buquìm.
Quanto mi piace quel libro, con la sua stupefacente atmosfera tropicale, e i suoi personaggi vivissimi.
Mi sono commossa fino alla lacrime per la forza e il coraggio delle donne di vita, davanti alla tremenda epidemia di vaiolo nero, mentre medici e infermiere se la danno a gambe levate.
Teresa Batista, sola con il suo squadrone di donnacce, vaccina più di cinque mila persone e salva vite; nessuno la ringrazia, nessuno la ricorda, ma a lei poco importa perchè ha già il cuore a pezzi. Tenera piccola Teresa.

Infine, saranno state le due, ho spento la luce un po’ a forza, e mi sono addormentata subito, sognando di costruire mucche di cartapesta da dipingere di bianco e nero.
Mi sono svegliata stamattina presto, ancora assonnata e bisognosa di caffé; ho gironzolato per il centro, sotto i portici invasi dal sole, e ho comprato dei piattini di ceramica a fiori che mi ricordavano tantissimo la Polonia, e un bel vaso di terracotta per la mia orchidea.

E’ sabato mattina, e sono felice.

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