Sarajevska pivara

Tempeste di pioggia e grandine stile monsoni, cielo variabile, freddino: è già autunno, un autunno anticipato che io e Polpetta accogliamo con tutti gli onori, saltellando con le ballerine di velluto blu tra le foglie appena cadute e le cacchine abilmente nascoste nell’erba.
Ieri notte mi sono addormentata tardi, dopo 45 pagine del libro che mi hai regalato per il mio compleanno.
E’ bellissimo e c’è dentro la nostra Sarajevo: la collina dietro la città, la fabbrica della birra Sarajevska, il tramvai, i ristorantini lungo la Miljacka, l’Holiday Inn, Gavril Princip e Francesco Ferdinando.
C’è la guerra, l’amore, l’assedio, la vita, c’è la scrittura magica di Rumiz, e le tue paroline dolci annotate a penna nera.
Ricordi bosniaci che salgono agli occhi, mentre il cuore mi si inumidisce.

Festeggiamo il tuo non-compleanno con un volo per Stoccolma da consumarsi all’arrivo dell’inverno, quando si beve volentieri il vin brulè, e la notte ci si stringe sotto al piumone…
Una meraviglia, sì. Ma che bello anche solo incontrarti dopo il lavoro, prenderci una birra in Piazza San Francesco, farti gli occhioni, raccontarci piccole cose?

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