Monthly Archives: October 2010

case berlinesi in prestito, case svedesi da trovare e case immaginarie

Cucino crostate alla nutella con sopra biscotti a forma di renna, e con ciò ho detto tutto.
Intanto la mia orchidea si è trasferita in casa, e appena ha sentito il tepore irreale del termosifone si è messa a buttare su nuovi rametti, convinta -chissà- dell’arrivo della primavera.
Invece è autunno, e tra otto giorni esatti sarà autunno a Berlino. Poi, Stoccolma, una meraviglia.
Adoro avere biglietti aerei prenotati, mi fa sentire libera, e mi fa affrontare con humor la faccia da vomito del mio pseudo-capo.
Mi pare passata una vita dall’estate, da quel bel giorno di sole in cui ci siamo fumati il narghilè, seduti su morbidi cuscini in un bellissimo caffè all’aperto di Sarajevo, ed io tossivo, e rovesciavo bicchieri.
Ho voglia di ripartire con te, di rivedere gli amici, portare loro piccoli doni, tornare con la sacca piena di cazzate comprate in piccoli negozietti con insegne scritte a mano.
Scambiarci baci con le labbra freddissime e il naso ghiacciato…

Vorrei avere una casetta tutta mia da arredare da capo, come la immaginavamo l’altra sera, con dentro cose come piacciono a noi. Vorrei grandi finestre, cuscini, e sedie pitturate di colori diversi.
Le orchidee, e le fotografie fatte da noi con le nostre macchinine vecchie vecchie.
Vorrei la cuccia di Polpetta, comoda e soffice, anche se poi starebbe sempre sul letto.
E macchine da scrivere, e scatole di latta, e soffitti azzurri, e una cucina svedese.
E un armadio sufficientemente grande per tutti i miei vestitini.
E il cassetto delle mutandine.
E tutti i miei libri in fila, in ogni angolo, e un tavolo di ferro battuto in terrazza in cui fare colazione quando è bel tempo!

Fuori splende il primo giorno di sole dopo tantissimi di diluvio, e che effetto che fa il ritorno di un bel cielo azzurro!
Arrivano nella buchetta della posta pacchi su pacchi: i nostri libri con le foto delle Baleari, di Berlino e della Costa Azzurra, vestiti inglesi e macchine fotografiche tedesche a soffietto.
Gironzolo per casa con la mia nuova tunichetta color autunno per le cui maniche a sbuffo vado in estasi. Mi metto in posa davanti allo specchio e mi faccio le smorfiette da sola; faccio, insomma, la stupidina, e Polpetta mi guarda con sospetto.
Sono stati giorni belli nonostante la pioggia, abbiamo praticamente vissuto sotto al piumone, e c’è stato tempo per pensare che è ora di partire, di nuovo.
Con tutto questo splendore di foglie d’oro, viene voglia di macinare chilometri in una direzione qualsiasi.

Melassa io.

IMG_0035-polaE’ mattina e in casa fa freddissimo;  sembra che debba piovere, più tardi.

Stanotte sono andata a letto guardando diecimila fotografie dei nostri viaggi, e così facendo mi sono tornati in mente tanti piccoli attimi irripetibili, magari apparentemente insignificanti, ma per me avvolti di fascino e magia, attimi di meraviglia verso il mondo.
Non so se quei fotogrammi assumano per me significati più forti anche a fronte di tutte le faccende serie di cui abbiamo parlato negli ultimi giorni, però sono andata a nanna con mille pensieri, come di chi ha una gran felicità tra le mani e vuole tanto proteggerla.
 
Quando venerdì ci siamo seduti nel nostro posto preferito, e tu mi guardavi con tutto quell’amore (l’ho visto, sì!), mi è piaciuto riuscire a parlare di quellecose che mi preoccupano tanto, senza fare finta che non esistano, come invece ho provato a fare fin dalla primissima volta riuscendovi malamente.
Mi sono impegnata a parlare di te che vai qui o là come fosse una cosa normale, darti consigli come se non mi riguardasse, ma forse non sono stata mica tanto brava! Però ci ho provato, ecco, è già meglio!

Poi, ieri sera, quando finalmente ho spento la luce, io e la p. abbiamo dormito abbracciate come facevamo quando era piccola, con la mia testa affondata nel suo pelo soffice, e il suo musetto affondato nell’incavo del mio braccio; tanto che ora mi resterà il suo odore di cagnetta addosso per tutto il giorno, ma mica mi importa, anzi.
Questa notte ho anche sognato Sara, ho sognato che ci ritrovavamo, dopo tutto questo tempo, e che ci raccontavamo tantissime cose. Lei era sempre bellissima, ovviamente, ed io dovevo spiegarle tutto d’un colpo due anni interi di cose speciali. Mi piace sognare Sara…

A pensarci adesso, con questo freddo, quanto si stava bene, ieri pomeriggio, sdraiati sul letto a curare il tuo collo con il sacchetto pieno di semini caldi, mentre tu sorridevi compiaciuto, ed io annusavo felice quel buon odore di nocciole!
E che felicità quando tornando a casa in motorino, mi hai detto senza motivo, tutto contento, che ci avevi proprio pensato, ed io ero proprio il tuo amore!

Entusiasmarsi per il pullman Salerno-Kiev, provare cappotti davanti a te un sabato pomeriggio,
camminare tra le foglie secche e le ghiande il tre di ottobre, mettermi in posa per le tue fotografie senza fare smorfiette.
Il ristorante indiano, i pirati ecologisti, la crostata alla nutella, i rullini 6×6 dentro la scatola del brie, il cabernet barricato e il MüllerThurgau che mi dà alla testa.
Non ultimi, gli stivaletti inglesi con i bottoni.

Ma quanto ci vuole dalla Campania all’Ucraina? Chi sono le persone dietro i finestrini?
Verremmo con voi, prendeteci su!