Monthly Archives: November 2010

guide preventive

Nevica per la prima volta, e Polpetta ha indossato poco convinta il suo nuovo maglioncino di pile.
Mi viene da ridere a pensare che con tutto questo freddo abbiamo passato la notte senza riscaldamento, ma vicini vicini e con ben due piumoni sopra la testa.
E si stava di un bene! Un caldino!! Che bisogno c'è del riscaldamento???
Tra queste faccende di coperte, Yann Tiersen che ci ha fatto incazzare, i porta torta, le guide di Istanbul comprate preventivamente, e i brunch riminesi, oggi è già domenica sera.
Mi pare volato il nostro fine settimana, e vorrei da morire avere molto più tempo per le cose felici, per giorni come questi in cui nemmeno il diluvio universale può mettere di malumore.
Vorrei, inoltre, svegliarmi che è tutto bianco.
 

Mi sono svegliata con un po' d'ansia, anche se nessuno dei motivi riguarda me, ma piuttosto due persone a cui voglio molto bene.
Tutto sommato so che non dovrei preoccuparmi delle questioni altrui, ma sapere che qualcuno è sereno e fiducioso e felice, ma non dovrebbe esserlo, mi fa sentire male e a disagio.
So di dover tacere su una cosa di cui sono venuta a conoscenza per purissimo caso e per un stramba coincidenza, e so che in fin dei conti gli eventi prenderanno comunque una qualche piega (una qualsiasi, purchè sia una) anche senza il mio inopportuno intervento… però, però… è un po' doloroso.
E' che la felicità inconsistente e fasulla di una persona, fa apparire di cristallo la felicità in generale, e fa venire voglia di mettersi sotto al piumone, lontano dal mondo, stringendo chi si ama e implorando che non succeda mai a noi.
Non è il tradimento il sé, che mette ansia, quanto piuttosto il vedere la stessa vicenda da due punti di vista esattamente opposti, ed entrambi rispettabilissimi e degni di empatia.
In questa piccola città il destino tesse trame buffe, lega persone che non avevano in comune nulla, e in definitiva ti lascia vagamente basito.

Quanto sarebbe bello se semplicemente ognuno potesse trovare la persona giusta senza sbagliarsi, senza incespicare, senza ferire nessuno, e senza essere ferito. Se semplicemente ogni cosa andasse al suo posto come per un disegno superiore e perfetto. Che pasticci, invece!

Tra poco, appena ti vedrò, ti bacerò forte forte

young folks

Young Folks . Peter, Bjorn and John
 

Sprazzi di cielo azzurro, il mio nuovo vestito di velluto color perla, gli stivaletti da pioggia con i bottoni d'oro, la consapevolezza che è venerdì. Insomma, c'è di che essere felici!
E' stato bello, dopo il nostro weekend svedese, non dover tornare subito al lavoro e potermi crogiolare in questi giorni di quiete piovigginosa. Poter guardare le fotografie con calma, pranzare insieme, fare giardinaggio amoroso alle mie orchidee, stringere tanto tanto la piccola p., baciarla sul muso nero, grattarle il pancino, accarezzarle il pelo soffice…
Dopo questa seduta intensiva di cose domestiche e piacevoli mi sento ristorata, e mi rendo conto di quanto i doveri scocciosi del quotidiano tolgano il respiro, mozzino il fiato, e facciano in conclusione venire le rughe.

Mentre noi vogliamo essere giovani, giovani persempre, a prescindere dai compleanni.
Mi sa che ci vorrebbe un manifesto programmatico su questo argomento fondamentale della giovinezza, tanto è sottovalutato!
La vecchiaia è spendere l'equivalente di un viaggio di un anno per il mondo in una macchina grande come il camion dell'immondizia. Vecchiaia è un progetto di vita. Vecchiaia è sposarsi e poi lamentarsi del matrimonio. Vecchiaia è parlare al passato, e comprare i vestiti al centro commerciale. Vecchiaia è scegliere gli occhiali ultraleggeri senza montatura, e andare in crociera nel mediterraneo.
Vecchiaia è il cinema multisala di periferia, il tran tran, le feste di addio al celibato, la telecamera compatta, il trolley da viaggio.

Noialtri, invece, ci abbiamo l'aspirazione di fare le fotografie sulle pellicole e comprare vestiti inglesi di velluto, e partire con uno zaino, e decidere all'ultimo dove andare. Abbiamo l'aspirazione di guardarci con amore dal di qua al di là di un tavolino di legno, spendere tutto in aerei treni e traghetti, coltivare orchidee, e intanto baciarci molto.

Non voglio essere vanitosa, ma ci sta riuscendo tanto bene.

 

home is wherever I'm with you

 

Moats and boats and waterfalls,
Alley-ways and pay phone calls,
I've been everywhere with you.

We laugh until we think we’ll die,
Barefoot on a summer night
Nothin’ new is sweeter than with you

And in the streets you run afree,
Like it's only you and me,
Geeze, you're something to see.

Ahh Home. Let me go home.
Home is wherever I'm with you.
Ahh Home. Let me go ho-oh-ome.
Home is wherever I'm with you.


Siamo tornati dalla Svezia ieri pomeriggio, e oggi mi sveglio in tua assenza e mica mi piace granchè!
Lo so che il cielo è grigino come quello di Stoccolma, ma nonostante tutto non ci somiglia affatto, e neppure il mio piumone somiglia ai nostri due piumoncini bianchi della casetta di Gamla stan.

Ripenso alle zuppette calde, ai caminetti accesi dentro a case-fiaba immerse nei boschi delle isole giardino.
Ripenso alle nostre mattine anarchiche fatte di lenti risvegli e colazioni all'una. Ripenso alle sedie a dondolo, al parquet che scricchiola, alle canzoni pop svedesi che fanno oiiiio-iiiiioiiiiiiiiii!!! e ai concerti piano chitarra e voce dentro a minuscoli bar con le lucine accese.
Stoccolma è un po' casa nostra. Ma pensandoci meglio, casa è dove sono con te.

read about us in the morning papers

 

Make me dance, I want to surrender
Your familiar arms, I remember
We've been going transcontinental
Got no car, we just take a rental


Bevo il caffè nella tazza di latta comprata a Friedrichshain, quella bianca, con il bordino rosso e sopra disegnata una paperetta e un cuore. 
Intanto penso, in un climax d'entusiasmi, che Berlino sia la più bella città d'Europa, la più bella del mondo, la più bella dell'universo.  Magari non è vero, ma io lo penso, e sono stati giorni davvero incantevoli.

L'ultima sera, dopo la bella cena nel ristorantino bavarese, abbiamo salutato gli amici dicendoci "a presto", ma senza avere idea di quando realmente sarà questo "presto".
Poi noi due abbiamo camminato stretti stretti, nelle strade deserte, verso la S-Bahn di Ostkreuz, felici di tante cose, e desiderosi di mancare all'appuntamento con l'aereo, una manciata di ore dopo.

Però eccoci qui, ovviamente, e come sempre quando torniamo da qualche viaggio, mi pare ora strano ritrovarmi sola.
Mi pare strano che qualcuno mi prepari la cena ad orari prestabiliti, e mi pare strano andare al lavoro.
E' stupefacente quanto in fretta ci si affezioni alle piccole abitudini, e soprattutto alla libertà.

Quanto in fretta ci si affezioni al fatto di dividere un materasso in un bel monolocale affacciato su un giardino pieno di casette per i passerotti.