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ألمغزب

E' sempre così strano, tornare. E stavolta lo è ancora di più, per via di tutti quei colori africani, di tutto quel caos di motorini a miscela, veli integrali, asini, pecore, agnellini, deserti, alberi di Argan, e  tutti quei "solo per parlare", "solo toccare", "solo guardare", "solo provare".
Mi pare di aver fatto un sogno moltissimo lungo, e sul serio non sono sicura di esserci stata veramente, in Marocco.

Non sono sicura per niente che quando mi hanno ficcato in braccio una scimmia incatenata al collo, e io mi sono cacciata a piangere come una fontana per la pena, fosse tutto vero. Magari sognavo.
E quando ce ne stavamo seduti su un minuscolo terrazzino appollaiato nel cielo come un nido d'aquila, e il vento faceva fffsschhhh mentre il sole scendeva dietro la Koutoubia colorando tutto di rosa e azzurro e arancio, ecco, nemmeno questo sono sicura sia successo veramente.

E' tutta una confusione, una roba onirica cazzutissima, uno stordimento, una magia, un incanto, una maledizione, un putiferio, questo Maghreb che uno si aspetta giallo, e invece è anche verdissimo, che uno si aspetta lento, invece a volte ti fa girare la testa, e uno si aspetta affascinante e invece è straordinario.

E le cascate d'Ouzoud, alte 110 metri di vertigine folle, con le scimmie in mezzo alla foresta, e quell'acqua argillosa, fangosa, come fosse il sudamerica o chissà cos'altro???

Ed Essaouira, con le mura bianchissime, una luce accecante come mai l'ho vista, e i gabbiani, e il mercato del pesce, e i tintori della rafia, con il loro calderone che parevano stregoni???

Che bello l'hammam in quella stanza caldissima, seduti per terra sul marmo bollente e bagnato, mentre una ragazzona marocchina ci lavava da capo a piedi, ci sgurava via secoli di pelle morta, ci rovesciava sulla testa secchiate d'acqua, sorridendo della nostra sorpresa. A me è bastato chiudere gli occhi, la bocca, non respirare, per sembrare di avere di nuovo tre anni, o di rinascere, o qualcosa di simile.

Ma come ho detto, non sono per niente sicura che sia successo, forse non sono mai stata in Africa e tutto questo l'ho immaginato. Però ho ancora le vertigini.

 

può capitare

Può capitare di uscire prima dal lavoro, e di accorgersi, con meraviglia, che le giornate si sono fatte più lunghe e che alle sei e mezza del pomeriggio c'è ancora luce.
E questa cosa si sarebbe potuta vedere anche attraverso la finestra dell'ufficio, volendo, ma quando sei al lavoro non vedi niente, non ci fa caso, e invece esci un'ora prima e scopri che è quasi primavera e che il sole sta allungando le sue zampette sul mondo.
E' una cosa meravigliosa.

E poi vai verso casa, e in motorino passi diciamo a 40 km/h, davanti alle ville di via santa barbara, e senti quell'odore stupefacente che fa il terreno verso sera, quando rilascia il calore che ha accumulato durante un bel pomeriggio di sole. E' un odore umido, che sa di terra, di erba, di buono, un odore fortissimo che ti farebbe venire voglia di rotolarti nel terriccio e sporcarti qualsiasi cosa, così, senza un buon motivo al mondo.

Ecco. Ho voglia d'Africa.