Monthly Archives: April 2011

Finisce anche aprile, possibile?
Se continua così in tre secondi sarà quasi estate, un'altra estate da ricominciare a immaginarsi, e poi viversi, e poi da ricordare con malinconia struggente in ogni singolo freddo giorno d'inverno.

Noi due abbiamo passato le brevi vacanze pasquali a fare pic nic a base di sushi (meraviglia!), e poi a dormire beati, sull'erba o su aneboda, pensando a come intrecciare nuovamente tutto quel caos di traghetti, aerei, amici da andare a riabbacciare a Berlino, microbarche, treni lentissimi, bus caldissimi che si fermano in autogrill albanesi dove si cuoce carne ACCAVENTIQUATTRO, e poi macchine a noleggio che fanno i centsettanta, e notti sul ponte a pensare e pensare e dormire e pensare e sognare stelle.

Come discorso è assurdo, ma se potessi vorrei dimenticare di aver già fatto il viaggio dell'anno scorso, dimenticarlo per rifarlo da capo identico, e compiacermi da pazzi di quanto ci sia venuto bene. Ma poi sarebbe un gran peccato dimenticare la nostra avventura greco-croata-bosniaca, dimenticare quanto siamo stati felici!

Ho voglia di partire di nuovo, con lo zaino dell'anno scorso, quello di quando avevo 8 anni ed ero una boyscout, quello che che adesso si sta riempiendo di piccole toppe che ricordano i paesi in cui siamo stati insieme.

Ma prima c'è Lucerna, tu che "finisci la scuola", il compleanno di Polpetta, l'ultima rata del motorino che poi diventa mio, la Costa Azzurra, l'arrivo dei soldini per gli articoli che ho scritto, l'arrivo della multa che sicuramente ho preso sulla preferenziale, un sacco di aperitivi insieme dopo il lavoro, dei bei pomeriggi di sole, parecchie serate sculettanti a Marina, parecchi sonnellini (miei) mentre tu ci riporti a Bologna ascoltando RadioMaria, e tante altre piccole grandi cose.

Sono felice. Non so cosa succederà in autunno, non ho idea di come sistemeremo la nostra vita POI, ma mai come ora ho sentito di avere l'unica cosa che conti sul serio, e mi sembra di non dovermi preoccupare, come se qualsiasi cosa succeda tutto possa finire comunque bene. Bene come in un qualsiasi film del cinema Eden di Marrakech.

 

A monologue

A monologue is when the character may be
speaking his or her thoughts aloud,

directly addressing another character,
or speaking to the audience especially the former.

Ieri mi giravano le balline, ma per fortuna davanti ad una birra da 1,50 euro e ai tuoi baci da un milione di euro, io ho capito che non mi devo irritare per le cagate che succedono al lavoro, non se lo merita (il lavoro), è una cazzata, una cazzata momentanea e temporanea che io faccio per poi progettare i viaggi e avere dei soldi con cui pagarli, e che comunque io e te faremo cose fighissime, e ce ne andremo in Svezia, o in Svizzera pure, e io scriverò articoli dalla mattina alla sera con la P. sulle gambe, e per pranzo ti preparerò del sushi tutto floscio e moscio e brutto, che tu mangerai dicendo che è buonissimo, e poi faremo dei servizi fotografici cazzutissimi con la lente della Kiev appena arrivata mentre siamo in vacanza in Indonesia e verrà lo tsunami per la centesima volta, e poi siccome avremo un gran successo ci compreremo una casa in via Santa Barbara dove permetteremo ai cinghiali di brucare liberamente e dove torneremo per le vacanze bolognesi, e io costruirò una serra per le orchidee, e in cantina metteremo una camera obscura, e allora quando succederà tutto questo non mi ricorderò neanche che esisteva il lavoro-del-cazzo nell'ufficio affacciato sulla strada più brutta di Bologna e quindi tantovale non preoccuparsi.

 

keep calm and carry on

keepHo sculettato con 38 di febbre al concerto degli Shout out Louds, e me ne vanto.
Poco importa se ho preso l'influenza per tipo la centesima volta dall'inizio dell'anno, non me ne frega niente.

Anche perchè è un momento in cui bisogna stare guardinghi e non lamentarsi di queste cosucce.
Al ritorno a Bologna dopo la felice gita torinese abbiamo trovato ad aspettarci un insolito e bizzarro ammasso di sfighe variegate, che pur non colpendo noi in prima persona ci hanno fatto venire una voglia matta di fare inversione a U e riprendere la A1 in direzione QUALCOSA.

Quindi ora l'importante è riprendere il controllo della situation, fare un bel rito voodoo davanti all'insegna dei Tondini Metallici sotto lo sguardo penetrante del cartellone di Moira Orfei, e poi keep calm and carry on.

C'è poco da fare: ci sono dei momenti in cui sembrano succedere solo cose tremendissime a chiunque si conosca, ma non bisogna farsi prendere dal panico.

Personalmente sono grata della mia influenza, è una roba da nulla, e mi permette di riposare.
Tanto che oggi ho pranzato dai nonni, poi mi sono messa in giardino con il naso gocciolante, e ho fatto i bagni di sole insieme a Polpetta.

Si stava come dei pascià, era tutto un cielo azzurro e un fiorire di tulipani olandesi gialli arancio e rossi.

E poi siccome è già aprile, posso ufficialmente fare pensieri di viaggi lunghi. Lunghi lunghissimi.