sonni tra le pulci

Questo novembre mi ha colta di sorpresa; sono intontita, tranquilla, un po’ impedita.
Ieri, mentre aspettavo che la mia mezza mela arrivasse, ho rovesciato una pianta-patata con tutto il suo vasetto d’acqua nel pavimento del bagno, e nel tentativo di provarmi la febbre ho fatto cadere un termometro provocando un temibile e velenosissimo spargimento di mercurio per tutta la stanza.
Combino piccoli ma assai molesti guai materiali, e poi dormo, dormo tantissimo, e mi piace da morire, soprattutto quando su Aneboda siamo in due, più la bestia pulciosa, e si fanno quei sonni gioiosi e pacifici che da sola non mi vengono mai.

Sabato notte tu hai sognato Cuba, e io ho sognato un bagno turco di Istanbul, che però somigliava di più alle terme di Budapest. Credo proprio sia ora di ripartire, ma bisogna capire per dove, capire in che direzione di mondo andare. L’idea di una partenza per un qualchedove mi allevia l’idea del lunedì, dell’articolo pietoso che ho appena scritto su Pippa Middleton, e del Corriere Bartolini che ha tra le mani gli stivali della mia vita e non si decide a portarmeli.

Tra poco mi butterò con il motorino rombante nella nebbiolina di questo lunedì di fine novembre, e inizierò a contare a rovescio quanto manca a venerdì.

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