liquirizie a rondelle

Qualche mese fa, prima di partire per il viaggio greco-balcanico, la mia parrucchiera cinese mi aveva tagliato i capelli a tradimento, facendo sì che per tutta l’estate dopo i tuffi in mare io sembrassi una pazza patentata. L’avevo odiata e maledetta per questa violenza del taglio di capelli, e avevo persino pianto con i singhiozzoni. Insomma, una roba ridicola a livelli inauditi.
Ora però, che è inverno e c’è la nebbia ed è tutto grigino e giallo, sento che vorrei i capelli all’altezza delle spalle proprio come a luglio, e poi vorrei occupare wall street con i nostri amichetti di zuccotti park, e infine vorrei andare al cinema a vedere il film su Freud e Jung e dividere con te la rotella di liquirizia.
Ho voglia di cose da ragazzi, cose da cinni, tanto che oggi mi sono messa le all star lilla, e i jeans aderenti, e la maxi maglia da giorni fagottosi e ho tutta l’intenzione di andarci al lavoro.
Ecco, ero vestita circa così, quel giorno di maggio là.

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