occupy everything.

occupy wall street

Io non sono una sovversiva, purtroppo.
Tempo fa, ripensando alla mia storia di lieve attivismo politico mi sono accorta che ho sempre chiacchierato un sacco, ma non ho mai combinato granchè. Ho partecipato alle manifestazioni, ai primi maggio, sono stata a Roma nel 2002 con altri tre milioni di persone, non ho mai perso un appuntamento elettorale, compro il giornale quasi tutti i giorni, mi informo, mi lamento, sto in difesa di chi sta peggio di me. Però ripeto: non è che ho mai fatto chissà cosa, forse anche perchè non ho mai trovato un movimento, una corrente di pensiero, che davvero mi appartenesse. Sono una brava cittadina, diciamo, non una rivoluzionaria. Sono persino fifona. A 15 anni occupavo la scuola insieme a tutti i miei compagni, e uno della digos mi prese per il bavero della giacchetta e mi chiese se ero un’occupante. Io scossi la testa come un coniglio impaurito e fuggii via di corsa. Questo per dire che livello di sovversività alberga in me, nella pratica: zero.

Oltretutto è difficile identificarsi in qualche movimento, oggi. Uno magari legge sul giornale che hanno arrestato dei personaggi di un noto circolo diciamo “sovversivo”, e pensa: oh, poveri, parteggio per loro!… Poi scopre che in realtà sono degli xenofobi del cazzo, gente che vorrebbe versare l’acido sulla faccia delle donne musulmane, o malmenare i pachistani delle botteghe, e che considera l’eversione solo come un mezzo per giustificare la violenza gratuita. E allora dici: cazzo, da che parte devo stare?

Ecco, oggi, per la prima volta nella mia vita, sento di appartenere a qualcosa, sento di identificarmi in un gruppo di persone, e l’ho capito manifestando sui marciapiedi di New york.
Nella società del 2011 c’è un’ingiustizia sociale talmente evidente,  talmente schifosa, e disgustosa, e vergognosa, da lasciare davvero interdetti.
Le bugie fetide di Marchionne e Termine Imerese chiusa, la riforma delle pensioni, la gente massacrata in questura, la patrimoniale che nessuno farà, i porci lessi della Lega del cazzo, lo spray urticante negli occhi dei ragazzi e dei vecchi, piazza Tahrir, le rapine di e q u i t a l i a a gente già povera, gli operai che muoiono di lavoro, i permessi di soggiorno, i centri di detenzione, i fottuti contratti a progetto, le banche i banchieri i bancari, giuliano ferrara che nonostante tutto non esplode, i disabili ignorati, Sacconi che apre bocca e fa uscire merda, et via discorrendo. Potrei continuare all’infinito, perchè lo schifo non ha limite.

Ripeto, non sono sovversiva, e mi dispiace molto, perchè questa società meriterebbe che io lo fossi. Mi piace allora sintetizzare la questione come l’ha brillantemente sintetizzata una mia cara amica:

anche se sono una persona perbene, e vado in giro con questo elegante cappottino verde, dentro di me spero che qualche pazzo, una mattina si alzi, e li faccia tutti secchi.

Ecco, lo spero anche io, da dentro la mia vita a modo. E’ come un piccolo sogno ad occhi aperti prima di addormentarmi, domattina potrei svegliarmi, e qualcosa di bellissimo potrebbe essere successo.

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